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Haring, la Fondazione
dice sì al restauro

Via libera della Fondazione Haring al restauro del murale Tuttomondo in piazza Sant’Antonio. Il sì arriva con una e-mail dagli Usa al “Tirreno” firmata da Julia Gruen, direttore esecutivo della stessa fondazione

PISA. Via libera della Fondazione Haring al restauro del murale Tuttomondo in piazza Sant’Antonio. Il sì arriva con una e-mail dagli Usa al “Tirreno” firmata da Julia Gruen, direttore esecutivo della stessa fondazione: «Noi siamo completamente favorevoli alla pulizia ed eventualmente al ripristino del murale Tuttomondo; e se dovesse essere necessario un intervento di restauro, le persone della Caparol sarebbero le migliori per svolgere il lavoro».

Con queste parole, si pongono dei paletti nel dibattito sul restauro del murale di Keith Haring, perché è chiaro che non vi è alcun veto da parte dell’ente di tutela ad una pulizia e restauro del murale. Un altro punto fermo è che spetta al Comune prendere ogni decisione. Nel prosieguo della lettera si dice che anche nel caso della semplice pulizia spetta al Comune decidere, «ma ci aspettiamo di essere parte della discussione e saremmo felici di condividere la nostra esperienza e la nostra guida».

La Fondazione Haring chiarisce che in genere il tradizionale approccio suggerito dai tecnici conservatori delle opere di Haring prevede in particolar modo la pulizia del murale e non il fatto di ricolorarlo. Massimo Guerrucci della Caparol center, la ditta che alla fine gli anni Ottanta fornì gratuitamente i colori, aggiunge: «Ci sentiamo di ringraziare sentitamente la Fondazione Haring per l’attestato di stima che ci attribuisce».

Guerrucci però non molla su due questioni: «Non siamo ancora stati contattati da nessun ente sulla nostra proposta di fare un tavolo per decidere come, quando e se procedere per pulire il murale, così come la Fondazione Haring non ci ha detto se possiamo usare l’immagine del murale per alcune nostre inziative pubblicitarie». In realtà Guerrucci è stato cercato senza esito dall’assessore provinciale del turismo Salvatore Sanzo che dice: «Proveremo a contattare lunedì (domani, ndr) Caparol perché il tavolo va fatto».

La Caparol potrebbe restaurare il murale gratuitamente, ma vorrebbe avere la possibilità di usare almeno una foto di Tuttomondo per alcuni prodotti. Stando a quanto riportato da Guerrucci, la Fondazione Haring avrebbe chiesto alla Caparol una somma molto alta per l’utilizzo commerciale delle immagini.

Durante il dibattito sull’opportunità o meno di restaurare o fare una pulizia del murale, è emerso anche che la Caparol Center segnalò già due-tre anni questa necessità. Dalla lettera dagli Usa si evince chiaramente che dovrebbe essere il territorio a dare l’input per qualsiasi intervento sul murale. La Fondazione potrebbe intervenire per condividere le esperienze maturate in altri restauri.

L’assessore comunale alla cultura, Silvia Panichi, commenta positivamente la lettera della Fondazione Haring
e aggiunge: «Oltre ad un tavolo istituzionale, a cui verrà invitata anche l’Università, sarebbe opportuno crearne uno aperto all’intera cittadinanza, ad appassionati di arte contemporanea ed a testimoni della bellissima esperienza che fu la realizzazione del murale Tuttomondo». Carlo Venturini

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