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Sbarca su Internet il maxi archivio delle piante

Creato a Pisa, può essere consultato da addetti ai lavori e appassionati

 PISA. Oltre 6.700 conteggi cromosomici ottenuti leggendo oltre 1.250 lavori scientifici pubblicati dal 1924 sino a oggi.  Sono questi i numeri di Chrobase, il primo database botanico online d'Italia (e uno dei più grandi in Europa) che permette ad addetti ai lavori e appassionati di consultare gratuitamente le caratteristiche delle specie di flora vascolare presenti in Italia - per intenderci dalle felci in su - senza bisogno di sfogliare le quasi 1.000 riviste cartacee sull'argomento.  L'idea di creare questa enorme banca dati nasce qualche tempo fa all'interno dell'Università di Pisa, da una idea del professor Fabio Garbari, ordinario non più in servizio.  Nel corso del tempo la mole di informazioni accumulate ha fatto sì che il database diventasse un punto di riferimento per addetti ai lavori e appassionati.  Lo sbarco in Rete ha fatto il resto: la nuova versione del portale, pubblicata a metà ottobre, è stata presentata ufficialmente in una riunione scientifica dei gruppi di lavoro per la floristica e la biosistematica vegetale della Società Botanica Italiana, che si è svolta all'università La Sapienza di Roma.  Il punto di forza di questo strumento è rappresentato dalla sua accessibilità: tutti gli studiosi possono dare il loro contributo e collaborare, proponendo correzioni o inserendo nuovi dati. Ovviamente dopo aver contattato i responsabili del sito, tenuto costantemente aggiornato da Gianni Bedini e Lorenzo Peruzzi, ricercatori presso il dipartimento di Biologia dell'Ateneo pisano.  A differenza dell'uomo (che ha sempre 46 cromosomi) le piante possono averne in numero variabile e questo spiega l'importanza di una banca che ne cataloghi la varietà genetica.  «I dati - afferma il dottor Peruzzi, 35 anni - coprono circa il 35% delle specie e sottospecie di flora vascolare attualmente riconosciute in Italia. Il numero cromosomico più frequente è 2n=18, seguito da 2n=16, 2n=14 e altri, oscillanti tra un minimo di 2n=6 e un massimo di 2n= 240». Ulteriori analisi della variabilità della flora, su base geografica e filogenetico-evolutiva, sono in corso e presto renderanno il database ancora più ricco.  «È una
grande opportunità per tutti gli studiosi del settore - continua Peruzzi - Proprio per questo siamo stati invitati a presentare il progetto al congresso internazionale 'Biosystematics', che si svolgerà a Berlino dal 21 al 27 febbraio».

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