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Pisa prende il volo
con un maxiscalo militare

«Per la realizzazione dell'hub nell'aeroporto militare - ha spiegato il generale Fort - è previsto un budget di 60 milioni di euro».

PISA. In piena estate, il generale della 46ª aerobrigata, Stefano Fort, ha annunciato che Pisa diventerà entro il 2013 un hub per la logistica della movimentazione di mezzi e uomini delle forze armate in grado di gestire ed accogliere fino a 30mila militari, un numero questo che corrisponde circa ad 1/3 della popolazione di Pisa.

Ora che l'estate sta finendo, iniziano le proteste e le polemiche. «Per la realizzazione dell'hub nell'aeroporto militare - ha spiegato il generale Fort - è previsto un budget di 60 milioni di euro». Si tratta per lo più di investimenti strutturali interni all'aeroporto militare Dall'Oro, «interventi - come precisano dalla 46ª aerobrigata - che faranno di Pisa l'unico spazio per le forze armate italiane da cui si partirà per le diverse missioni internazionali». Il termine «hub» significa infatti snodo e Pisa è stata scelta non solo per avere uno snodo aeroportuale, ma anche perché è al centro di un reticolo infrastrutturale viario importante con la vicinanza del porto di Livorno, di autostrade e strada ferrata. «Quando nel 2013 sarà operativo l'hub pisano - ha detto il portavoce della 46ª aerobrigata Giorgio Mattia - la struttura funzionerà in maniera simile a quella di una moderna aerostazione civile con servizi di ceck-in, ceck- out, polizia doganale e movimentazione bagagli».

L'ingente investimento economico del Ministero della Difesa è in realtà un'ottimizzazione delle risorse del ministero stesso visto che il generale Fort ha dichiarato che «La Difesa ha deciso di investire su un unico aeroporto il convoglio di tutti i contingenti militari proiettati nei fuori area».
L'investimento economico è comunque notevole, tant'è che il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, hanno detto a chiare lettere che si tratta di una importante occasione di sviluppo ed occupazionale.
Man mano che la città si ripopola del rientro dei vacanzieri, il movimento dei pacifisti ingrossa le sue fila e di conseguenza sale e si coordina la protesta contro questo «Mini-Dal Molin» pisano. Stamani alle 10, sotto la Torre di Pisa, arriveranno in bici da Vicenza, cento attiviste del movimento «Centodonnecentobici», un movimento questo collegato alla protesta dei pacifisti vicentini contro l'allargamento della base Dal Molin.

«Partiamo dalla Torre per andare in bicicletta a protestare contro la base
militare di Camp Darby»: ha detto ieri, Vania De Preto, del movimento che è stato subito appoggiato dalle associazioni Rebeldìa, Un ponte per e La casa della donna. La sezione di Emergency di Pisa porterà poi la questione dell'hub pisano al forum nazionale previsto a Firenze la prossima settimana.

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