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#Stadioxtutti: il vecchio Magona rivive nell’abbraccio dei suoi giocatori - Video

Una serata speciale in cui si sono incontrate generazioni di atleti che hanno fatto la storia del Piombino calcio. In campo anche il grande Igor Protti

Piombino, la grande festa nel rinnovato stadio Magona Ecco le immagini di una serata davvero speciale: vecchie glorie del Piombino si sono sfidate nel rinnovato stadio Magona, frutto di un grande lavoro portato avanti dal comitato #stadioxtutti. Grande ospite l'ex bomber Igor Protti. Qui ecco la festa a fine partita

PIOMBINO. Chi dice che i luoghi non hanno un’anima, non c’ha capito nulla. Respirano, indossano, fanno proprie le emozioni, e poi le trasformano in ricordi lungo una linea del tempo che, a volte, pare rimpicciolirsi così tanto che ieri sembra oggi, e il passato neppure tanto passato.

Perché i luoghi un’anima ce l’hanno. Anche il vecchio caro Magona ce l’ha, ed è fatta delle corse dietro al pallone, delle scivolate sui fili d’erba, degli abbracci dopo un gol, delle vittorie e delle sconfitte, dei tifosi in gradinata, delle bandiere nerazzurre e di quelle maglie, nerazzurre pure loro, che sanno di sport, passione e vita. Negli anni lo stadio è invecchiato. Si è lasciato un po’ andare. Trascurato, quasi abbandonato, simbolo di un tempo diverso, riflesso non solo di una squadra ma di tutta una città che pian piano si è allontana dal benessere, imprigionata nella crisi industriale.

#Stadioxtutti, i protagonisti del super match al Magona Ecco le vecchie glorie protagoniste allo stadio Magona: in campo giocatori che hanno fatto la storia del Piombino calcio


Qualcuno, però, ha pensato di ridare dignità e significato al Magona, di riportare i piombinesi nel loro stadio. La partita delle “Vecchie glorie” è stata la festa più bella per celebrare l’entusiasmo nato dal comitato #stadioxtutti, formato da un gruppo di volontari che, a suon di rastrelli, tagliaerba, carriole e tanta volontà, ha già cambiato volto al vecchio impianto. E ha il merito di aver riportato per una sera in quello stadio i giocatori nerazzurri, di ogni età e campionato.

E sabato al Magona c’erano davvero tutti, o quasi. Dai più grandi ai più piccini, dagli eroi degli anni Cinquanta fino ai ragazzi dell’Eccellenza delle ultime stagioni. Oltre 60 nomi, oltre 60 volti, che sono scesi in campo per onorare quell’impianto e tirare due calci al pallone, come un tempo, come ieri.

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Hanno giocato i portieri Luca Rocchiccioli e Nicola De Domenico e, dall’altra parte, Cardinali; Corradino Ottanelli e Stefano Da Mommio. Da un lato i gialli, dall’altro i blu. Chi non era in condizione di giocare è stato in panchina, a guardarsi la partita e a prendere in giro quelli in campo. «Io son venuto, ma al massimo posso giocare a carte», mette in chiaro Alessandro Guasti. «Oh Stefano, ma dove cavolo sei in questa formazione che non ti trovo!?», chiede Mauro Serena a Da Mommio. «Guarda te che passo felpato», ironizza qualcuno, mentre Riccardo Grilli richiama all’ordine i suoi di fronte a mister Andrea Cinquemani, impegnato nella pretattica: «Ascoltatelo sennò s’incazza».

I blu hanno in squadra Igor Protti: «Non si vogliono noie oggi», afferma Simone Pierozzi, ma non tutti in famiglia la pensano così. Come il figlio Diego, juventino sfegatato che, alla notizia «ma lo sai che Igor ha segnato anche alla Juve?», ha fatto spallucce, poco convinto.

Al Magona sabato sera si sono incontrate generazioni di giocatori nerazzurri che hanno fatto la storia del Piombino calcio. «Edo, sei pronto? – domanda Raimondo Medda in maglia, pantaloncini ed espadrillas, a Edo Tabani – Ora si sfogano loro, poi entri te e la risolvi come sempre, va bene?».

C’è anche Luciano Bianchi, capitano nerazzurro degli anni d’oro con il Piombino arrivato all’Interregionale. Non gioca Bianchi, ma un palleggetto da bordo campo e un aneddoto ce li regala lo stesso: «Veniva sempre a vedere le partite un ometto tutto fogato che aveva l’abitudine di correre nella stessa direzione in cui correvamo in campo noi giocatori – il ricordo del capitano – Una volta, per “seguire” una mia azione, inciampò e cadde. Il mio babbo allora mi disse: Ecco, me l’hai fatto cadere, hai visto?».

A sbloccare il risultato nella gara delle vecchie glorie è Luca Granucci, ripreso subito dalla panchina: «Falli quando conta!», mentre i cambi permettono ai meno in forma di rifiatare. La partita, una mezz’ora per tempo, finisce in parità, con il terzo gol dei gialli segnato da Braccagni, allo scadere.

Ma del risultato importava poco a tutti. La gente si divertiva, in tribuna o, dalla parte opposta, nell’area ristoro dove poi si è svolto il terzo tempo, con panini e zonzelle, e musica di dj Carlino. E tra una risata e l’altra non è mancata l’occasione per ricordare chi, purtroppo, non è potuto esserci. «In questo bel momento ci sarebbero state parecchio volentieri alcune persone – il pensiero di Andrea BalestracciSergio Picchi (era presente però la famiglia, insieme a quelle di Villani e Toffolutti), il dottor Renzo Finucci, Franco Luzzetti, Dario Bernardi, Francesco Bellagotti e Irio Bocchigli». Perché i luoghi un’anima ce l’hanno, ed è fatta dei ricordi di chi li ha attraversati. Per un minuto o per tutta la vita. E la linea del tempo sabato sera si era così rimpicciolita da tenere insieme uno per uno quei ricordi, quei nomi, quei volti. È stato bello. È stato letteralmente un abbraccio al caro vecchio Magona, sempre lì, ieri come oggi, fra il nero e l’azzurro di una maglia di calcio. 

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