Quotidiani locali

Nuovo Piombino, si chiude un ciclo Se ne apra un altro

Anche capitan Gherardini cambia maglia dopo nove anni Pochi i reduci della squadra che giocò la finale playoff

PIOMBINO. Sembrano passati vent’anni e invece sono trascorsi solo tredici mesi da quella foto. La foto del Piombino finalista playoff contro il Roselle, scattata a Gavorrano il 14 maggio 2017. Di quegli undici, sono rimasti soltanto Vincenzo Quarta e i gemelli Tommaso e Iacopo Rocchiccioli. Per il resto, tutti andati via. Compreso Capitan Tentenna, il nostro Bombetta: ieri infatti Luca Gherardini ha sciolto le riserve, decidendo dopo nove anni di non indossare più la maglia nerazzurra. Problemi di orario degli allenamenti: questa è la motivazione ufficiale. Fatto sta che il prossimo anno lo vedremo in rossoblù con il Cecina o, più probabilmente, in biancoceleste con il Venturina, in Promozione. Praticamente darà il cambio al fratello Andrea, che gli ha lasciato il posto e che si è accasato al San Vincenzo in Seconda categoria.

Riguardare quella foto fa un po’ male. In piedi da sinistra Iacopo Rocchiccioli, Alberto Papa (anche lui il prossimo anno a Venturina), Diego Pellegrini (che dopo la stagione in D con il Ponsacco è stato acquistato a titolo definitivo dal San Miniato Basso, avversario dei nerazzurri), Mattia Rizzato (destinazione probabile il Perignano in Promozione ma non è chiusa la porta con la Cuoiopelli in Eccellenza), Alessio Fatticcioni (passato al Poggibonsi in Eccellenza), Francesco Luci (in rotta con la società e in bilico tra Grosseto e Venturina), Tommaso Rocchiccioli, l’altro gemello-reduce, quello che potrebbe essere il capitano della rinascita. Accosciati, da sinistra: Enrico Del Gratta (passato a gennaio al Cenaia, per lui si era mormorato di un ritorno), Tommaso Poggi (come Luci, in rotta con la società e fermo da gennaio), Luca Gherardini (Venturina o Cecina, appunto), Vincenzo Quarta.

Di quel gruppo sono dunque rimasti Vincenzino, i Rocchiccioli e pochi altri. Kevyn Catalano, per esempio, malgrado le richieste di molte società. Ma anche Tommaso Barbieri, ammesso che quest’anno non abbia problemi per motivi di studio. E Simone Cecchini, giovane ma abbondantemente collaudato.

Via invece Federico Serri, anche lui al Venturina.

Quanto al gruppo dell’ultima stagione, sembrano destinati a rientrare dai prestiti Edoardo Fanciulli, Enxo Lici, Gabriele Grotti, Niccolò Pagliuchi.

Diversa la situazione di Samuele Buselli, il difensore arrivato a gennaio e che avrebbe manifestato l’intenzione di restare a Piombino anziché giocare nel “suo” Cecina neopromosso in Eccellenza. Ma è un’intenzione, non c’è ancora l’accordo.

Poi ci sono i giovani, quelli che l’anno scorso hanno già esordito in prima squadra giocando spezzoni, spezzoncini o partite intere: Giovanni Barozzi, Manuel Perillo, Emanuele De Gennaro, Niccolò Giuntoli, Tommaso Braschi. E altri che faranno la spola tra Juniores e prima squadra.

C’è anche l’ipotesi di Matteo Vittorini, potente centrale piombinese classe ’99 di proprietà del Livorno, che ha parlato con la dirigenza nerazzurra ma deve prima attendere le decisioni di quella amaranto.

E il resto? Il nuovo direttore sportivo Alessio Ferroni ha piazzato un primo colpo, prendendo un fuoriclasse per la categoria: Leonardo Costanzo. Poi ha fatto annunciare l’arrivo dell’italo-argentino Diego Emmanuel Casas, centrocampista del ’91 proveniente dalla Juve Domo (Eccellenza Piemonte). Così almeno si legge sul sito Grossetosport. Il presidente Massimiliano Spagnesi però lo corregge: «È solo una trattativa, ben avviata ma non ancora chiusa».

Il ds, attraverso lo stesso sito grossetano, fa sapere che ci saranno altri colpi. Ce ne sarà bisogno, visto che c’è da ricostruire un’intera squadra e un intero gruppo.

Perché va detto: si è chiuso un ciclo. Azzerato lo staff tecnico con le partenze del dg Enzo Madau, dell’allenatore Seba Miano e del suo vice Manuel Madau, anche tra i giocatori sono rimasti pochi reduci del gruppo “storico” piombinese. Ed è sorprendente che questa fuga senza alcun ripensamento sia avvenuta proprio in concomitanza con l’esplosione dell’entusiasmo, del senso di appartenenza, della voglia di ricostruire il Magona e lo stesso Piombino calcio da parte del comitato #stadioxtutti, in quello che viene definito “l’anno meno uno” del nuovo Atletico. È sorprendente ma è un fatto e da qui bisogna partire.

È chiaro che al nuovo allenatore Nicola Riitano andrà consegnata una squadra all’altezza, in grado di difendere la categoria dell’Eccellenza. Una squadra che possa trovare un equilibrio fra talento, esperienza e freschezza giovanile.

Ferroni e Riitano si sono presentati dicendo di voler puntare molto sui giovani. La stessa azione del comitato è rivolta a favorire, in prospettiva e dopo aver resuscitato il Magona, la costruzione di una vera e propria “cantera”. Il settore giovanile è la parola d’ordine del nuovo

Piombino. Però i ragazzi vanno coltivati, formati e poi lanciati con pazienza. Non gettati allo sbaraglio tutti insieme. Serve un telaio collaudato che possa assorbirli ma servono anche posti liberi in squadra. Considerando alcune partenze, non sarà semplice il lavoro del nuovo staff.

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro