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Il Grosseto si prende la rivincita

Nerazzurri battuti 3-0 allo Zecchini ma sul risultato pesano tre errori grossolani

Allo stadio Zecchini il Grosseto si è preso la sua rivincita e ora il bilancio coi nerazzurri è alla pari. Una vittoria per parte in campionato e, sul campo, due pareggi in Coppa. Il Grosseto delle meraviglie è ancora terzo, il Piombino dei ragazzotti ancora quinto. Il Grifone ieri ha dimostrato di essere superiore ma certo il Piombino gli ha servito la colazione in camera con due regali a metà partita. Il terzo omaggio non conta, ormai era finita. Il Grosseto ha giocato la partita che doveva giocare: dura, arcigna, a tratti prepotente. Il Piombino no, i nerazzurri hanno stentato nel primo tempo dando poi l’impressione, nella ripresa, di poterla riaprire. Ma non ci sono riusciti.

In campo, i giocatori se le sono date di santa ragione per novantasei minuti. Poi, a fine gara, si sono abbracciati. Così deve essere.

I nerazzurri sono apparsi un po’ frastornati, forse lo stadio ha avuto il suo peso.

Ecco, lo stadio. Dalla tribuna centrale si vedevano a sinistra gli ultrà biancorossi, a destra quelli delle Brigate nerazzurre. Una trentina di là, una decina di qua. Hanno cantato e sventolato bandiere dall’inizio alla fine. Tutto molto bello. Tutto molto coerente con la giornata particolare. Perché ieri, su tutti i campi e non solo a Firenze, si ricordava Davide Astori, il capitano sfortunato della Fiorentina. Ieri su tutti i campi dalla serie A alle giovanili si è vissuta una domenica diversa, commossa, composta, a tratti surreale.

Anche a Grosseto, ma solo fino al minuto di silenzio. Dopodiché, malgrado l’immagine di Astori e il cuoricino sul maxischermo, da molti settori della tribuna si sono sentite cose indegne. Parole cariche di odio e di disprezzo. Violente.

Non dalle curve, ma dalla tribuna. Quella dove vanno dirigenti, giocatori, famiglie, ragazzini, bambini. Quella dove il tifo è mischiato ed è (dovrebbe essere) moderato.

Dalla balconata accanto al settore stampa, quella di fronte allo speaker dello stadio, per tutta la partita sono volate offese, alcune delle quali davvero puerili. Per esempio, gli insulti ai metalmeccanici. Oppure certi riferimenti compiacenti e provocatori: l’estrema destra, il duce e tutta la paccottiglia della quale si può benissimo fare a meno ovunque, figuriamoci in un luogo dello sport. E figuriamoci durante una giornata come quella di ieri.

E gli steward? Tutti sorridenti con i loro cappellini e cartellini appesi al collo. Come se questo fosse normale. Del resto, come ha detto uno di loro preoccupato non di

quel che veniva urlato dalla balconata infame ma delle risposte del singolo, «se non vuoi sentirti offendere e minacciare non devi venire allo stadio».

Ieri il Grosseto ha vinto. Si merita tutti gli applausi. Questa gente no. Questa gente ha perso e perderà sempre.



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