Quotidiani locali

C’è un pezzo di Piombino nello scudetto del Livorno 

Matteo Vittorini e Alessandro Raimo protagonisti con la Berretti di Legapro I primi calci nel Salivoli, poi i due amici si sono ritrovati in maglia amaranto

PIOMBINO. Chi lo sa se a 6 anni se lo immaginavano di vincere uno scudetto insieme. Sicuramente no.

Da bimbi si corre e si gioca per il gusto di farlo, perché è la cosa più naturale del mondo, e non ci si pensa mica a risultati e premi. Hanno iniziato a tirare calci al pallone insieme, poi si sono “persi di vista” per qualche anno, ma alla fine si sono ritrovati a correre e giocare insieme. E a vincere. Perché anche quello è bello, parliamoci chiaro, ed è ancora più bello se lo fai con un amico.

Matteo Vittorini e Alessandro Raimo sono i due piombinesi della Berretti Livorno, la squadra che sabato scorso, a Prato, ha vinto lo scudetto di Legapro nella finale contro il Renate. Ad alzare il trofeo, fra l’altro, è stato proprio Vittorini, capitano dei labronici di mister Nappi.

«È stata un’emozione unica – le parole del giovane piombinese – Abbiamo lavorato tutto l’anno per raggiungere questo obiettivo, sin dai primi d’agosto e arrivare a vincere lo scudetto è stato davvero bello».

MATTEO. Matteo Vittorini inizia a giocare a calcio a 6 anni, nel Salivoli. Proprio insieme ad Alessandro. Ci resta fino ai 14 anni. «All’ultima stagione con il Salivoli ho cominciato a fare un po’ di provini – racconta Matteo – Fiorentina, Gavorrano, Empoli e Livorno, e proprio gli amaranto mi hanno preso nell’estate del 2013».

Questo appena finito è stato il quarto anno nella società livornese per Matteo che è stato convocato anche sette volte in prima squadra.

«Solo in panchina però – puntualizza il ragazzo – Adesso mi godo un po’ di riposo in attesa di conoscere il mio futuro. Mare, famiglia e fidanzata, poi vedremo; per ora non so quali siano le intenzioni della società. A me piacerebbe restare a Livorno e magari avere qualche possibilità di giocare in prima squadra. Sarebbe un sogno, purtroppo non dipende solo da me».

Per età Matteo, che di anni ne ha 18, potrebbe giocare un’altra stagione nella Berretti Livorno. «Di solito, però, si tende a far giocare quelli di età più piccola – spiega – Quindi non so. In alternativa? Beh, non sarebbe male trovare una squadra di serie D, ma onestamente ora come ora non lo so neppure io».

Sai a chi farebbero parecchio comodo due come Vittorini e Raimo? Farebbero comodo al Piombino, pronto a giocare un altro anno nell’Eccellenza.

Vero è che non si può chiedere a due diciottenni, con tanto talento e un sogno nel cassetto, di “fermarsi” già a casa.

«In futuro potrebbe esserci un ritorno a Piombino – dice Matteo – Li ho seguiti comunque i nerazzurri, ho visto la bella annata fatta e mi dispiace che non siano andati in serie D. Per quanto mi riguarda, per il momento vorrei provare a giocare le mie carte in categorie più alte. Nel futuro chissà. Sicuramente ci vedo ancora il calcio, anche se non ho intenzione di lasciare gli studi. Ho appena finito la quarta Iti, e voglio continuare sia con la scuola che con il pallone».

ALESSANDRO. Ha appena concluso la quarta superiore anche Alessandro Raimo, 18 anni, iscritto al liceo Alberti. Ufficialmente in vacanza, pure lui, da ieri mattina.

«Abbiamo iniziato la stagione e nessuno di noi ci credeva – racconta – Lo scudetto era un sogno che pian piano, vittoria dopo vittoria, è diventato un obiettivo reale da raggiungere a ogni costo, e arrivare a vincerlo è stato bellissimo».

Con l’amico Matteo, ancora di più.

«Io sono terzino, lui difensore centrale – dice Alessandro – Giochiamo accanto. Entrambi abbiamo iniziato nel Salivoli, io poi, a 12 anni, sono andato alla Fiorentina e lì sono rimasto cinque stagioni, fino ad arrivare la scorsa estate a Livorno, dove ho ritrovato Matteo e altri amici. Anche per me adesso è periodo di vacanza, con la famiglia e la ragazza. Mi piacerebbe restare a Livorno e avere la possibilità di dimostrare quel che valgo anche in prima squadra, cominciando a giocare con i grandi. Finora ho collezionato soltanto due convocazioni».

«Tornare da giocatore a Piombino? Beh, volentieri nel Salivoli – afferma Alessandro – L’ho sempre detto: prima vorrei realizzare il mio sogno, cioè giocare ad alti livelli, e poi tornare a Salivoli, che è casa mia».

Cinque anni alla Fiorentina, poi nel Livorno. Un pizzico di delusione?

«Inizialmente mi è un po’ dispiaciuto, sono onesto – spiega Alessandro – Però avevo già capito di non rientrare nei piani della società e alla fine, dopo la stagione alla Berretti Livorno, mi sono sentito fortunato di indossare la maglia di una squadra comunque forte, vicino a casa, e con la quale sono riuscito a vincere lo scudetto».

Il ragazzo, pur non ostentandola, anzi, ha una parentela illustre: è nipote di Aldo Agroppi. «Per fortuna questo non ha mai influito nel percorso che ho fatto sinora – dice Alessandro – È sempre venuto poco a vedermi, quest’anno soltanto un paio di volte. Vuole che faccia per conto mio e sono più che d’accordo. Mi sono però utili i consigli che mi dà e che mi ha dato, da nonno e da ex calciatore, sul comportamento da tenere dentro e fuori
dal campo, e sulle cose a cui devo rinunciare se voglio far carriera».

Già, perché Alessandro, al di là della maglia che indosserà il prossimo anno, ha le idee chiare sul proprio futuro: «Cosa voglio fare da grande? Ovviamente giocare a calcio».

Francesca Lenzi

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Stampare un libro, ecco come risparmiare