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Un piombinese alla corte del Rugby Club Nîmois 

Francesco Ricciardi, 20 anni, da settembre studia e gioca in Francia «Rimarrò almeno due anni, qui sto bene e c’è una mentalità diversa, più aperta»

PIOMBINO. Un elettrocardiogramma che si interrompe per due volte: la prima su un pallone da rugby, la seconda sui pali della porta della stessa disciplina. Una passione scritta sulla pelle, un tatuaggio sul braccio che parla da solo. Parla di Francesco Ricciardi, piombinese nato il 20 marzo del 1997, che da settembre si trova in Francia, più precisamente a Nîmes. Per studiare, certo, ma anche per giocare a rugby, nella squadra locale del Rugby Club Nîmois.
«Dopo il diploma mio padre mi ha messo davanti a due possibilità – racconta Francesco – un viaggio o un’esperienza all’estero. Non ho avuto dubbi e grazie a un allenatore francese che babbo conosce sono partito subito dopo l’estate, appena finito di lavorare».
Francesco l’8 settembre prende armi e bagagli e si trasferisce in Francia dove, contemporaneamente, si iscrive al Lycée Marie Durand, un istituto agrario organizzato secondo una sorta di gemellaggio proprio con il rugby, con vitto e alloggio gratuito e l’insegnamento della lingua. «Nonno ha sperato per un attimo che potessi un giorno dargli una mano nei campi, ma nulla da fare – scherza Francesco – Questa scuola infatti non mi piace, non è nelle mie corde e pur dovendo esserle grato per aver imparato il francese, per il prossimo anno ho scelto un Bts, un istituto professionale decisamente più in linea con i miei studi».
Già, il prossimo anno. Perché il giovane piombinese c’ha preso gusto a stare dai cugini transalpini: «Sicuramente rimarrò almeno due anni. Anche la squadra mi ha confermato e sinceramente mi trovo così bene in Francia che l’Italia non mi manca poi tanto. Qui è tutto un altro mondo. I francesi hanno una mentalità diversa dalla nostra; sono più aperti, socievoli, tanto che a Nîmes ho un botto di amici. E poi è differente anche lo stile di gioco di uno sport che ha un peso senz’altro maggiore rispetto all’Italia. Uno stile che è più veloce ma allo stesso tempo più fisico. I giocatori sono più aggressivi e infatti quasi tutte le partite finiscono con una rissa o quasi».
Francesco gioca nel Rugby Club Nîmois in terza linea Flanker, nella formazione che svolge il ruolo di propedeutica alla prima squadra; se fossimo in Italia potremmo definirla come la categoria Elite del settore giovanile. Lo scorso 21 marzo il piombinese ha partecipato al Torneo nazionale dei licei, una sorta di Champions di Francia, chiamato come Juniores giocando ben tre partite. Una bella soddisfazione sia per il ragazzo che per la sua famiglia, ma l’amore di Francesco per il rugby nasce da lontano: «Ho fatto il mio primo allenamento a sei anni. Prima avevo provato il nuoto, poi l’incontro con il rugby grazie a un ragazzo più grande, amico di famiglia, che già giocava nell’Etruria. Secondo lui era lo sport perfetto per me, iperattivo e mai fermo. I miei genitori sono così andati dalla società e ho iniziato il periodo di prova. C’erano soltanto altri quattro bambini della mia età, ma con il tempo se ne aggiunsero altri. Sono quattordici anni che gioco a rugby e non ho mai mollato un attimo. Sono rimasto all’Etruria fino al 2014, disputando la serie C e poi la B, quindi sono andato a Parma, al Viadana, con l’under 18 Elite». Fino alla Francia. Con il benestare della famiglia e di due genitori, Milvia e Marco, che si ritrovano anche con il figlio più piccolo fissato con il rugby: Edoardo, 16 anni, che gioca nell’Etruria. E pensare che il babbo di Francesco è stato campione di kickboxing: «Ho provato,
ma non mi piaceva – spiega il ragazzo – e poi quando ho incontrato il rugby non c’è stato posto per altro. Non so cosa ci sarà nel mio futuro; non credo di poter vivere con lo sport, ma sicuramente è parte della mia vita, una passione che non perderò mai». Una passione scritta sulla pelle.

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