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Un Magona di altri tempi

Seicento paganti più 200 ragazzini, tutti pazzi per questo Piombino

PIOMBINO. «Da quant’è che non vedevo un Magona così? Boh, a parte tre anni fa quando il Piombino vinse il campionato e tornò in Eccellenza, forse bisogna risalire all’Interregionale. Tanto tempo fa». Piombino-Cecina è appena finita, Stefano Da Mommio scende dalla gradinata e si avvia all’uscita. L’ex stopper del Piombino, del Messina di Scoglio, capitano del Livorno e dello stesso Cecina, da qualche giornata è tornato allo stadio. Mentre parliamo con lui, salutiamo Aldo Agroppi, più in là c’è Raimondo Medda. In cima alle gradinate quello abbronzato non è Carlo Conti ma Luca Rocchiccioli, l’ex portierone, il babbo dei gemelli che ora trascinano questa squadra. Uno dei due, Tommaso, era squalificato e sedeva accanto al babbo. In campo c’era solo Iacopo.

Gli ex calciatori non vengono mai a vedere il Piombino per caso. Sono un segno di salute per la squadra, come lo sono le alghe per il mare. Oggi ce ne sono tanti, di ex. Quelli che non citiamo ce li siamo persi nel mucchio. Perché il Magona è pieno. Al botteghino hanno strappato seicento biglietti, ma ci sono anche circa duecento ragazzini, quasi tutti delle giovanili nerazzurre, che non pagano.

Riavvolgiamo il nastro della giornata e torniamo all’inizio del derby. Chiusa la curva Tolla, il tifo di casa è tutto spalmato sulla gradinata. Gli ultrà delle Brigate d’acciaio sono tra la tribunetta e la curva e hanno preparato una coreografia speciale: palloncini azzurri distribuiti a tutto il pubblico e uno striscione di otto metri per quattro. Sopra c’è un’immagine di piazza Bovio con la scritta “Noi con la voce, voi con il cuore: Divertiamoci!!!”. E la D è rossa. Per il resto, c’è tutto: bandiere, sciarpe, altri striscioni, fumogeni, tamburi. E passione, tanta passione. Non se ne stanno zitti un secondo.

I tifosi del Cecina sono invece nella tribunetta lato bar (un altro chiosco è allestito sotto la gradinata, anche questo non si vedeva da tempo), circondati da un cordone di polizia e carabinieri. Non si verifica nulla di particolare, meglio così, ma la prevenzione è all’altezza. Si sparge la voce che un centinaio di ultrà, la frangia più accesa del tifo rossoblù, siano stati fermati a Fiorentina e rimandati indietro. Un funzionario di polizia smentisce, dice che «non abbiamo respinto nessuno, loro non sono venuti perché hanno saputo che c’eravamo noi». Così a sostenere il Cecina sono un centinaio di tifosi, che espongono solo una bandiera rossoblù.

Da quest’altra parte è tutta un’altra storia. Ci sono anche i tifosi del basket, la Marea gialloblù. E’ vivace l’effetto cromatico generato dalle due tifoserie piombinesi. Che poi, aperta parentesi, la seconda maglia storica del Piombino sarebbe amaranto ma è diventata bianca o gialla per decisione del presidente Massimiliano Spagnesi. Per chi non lo sapesse Spagnesi è juventino, gobbo per i non juventini, e tutte le seconde maglie del Piombino (comprese quelle delle giovanili) sono “stranamente” gialle, blu o rosa. Chiusa parentesi, gli si vuole bene lo stesso. Eccolo lì, Spagnesi. Insieme agli ultrà. Che gli chiedono la serie D sapendo che a lui vengono le bolle.

Comincia la partita e il primo tempo è complicato. Oltre a metà Rocchiccioli è squalificato anche Quarta, che è lì in gradinata con un muso lungo così. E Fatticcioni gioca con le infiltrazioni, ha una caviglia gonfia come un popone. Infatti calcia male e si vede. Però tiene. Ma tengono tutti. E poi è impossibile considerare Serri, Del Gratta o Giudici come sostituti. Però il Cecina ci prova subito e Rizzato fa gol. Nel senso che ne evita uno.

Ma siccome è deciso che deve essere una festa (e poi il giorno prima abbiamo fatto anche quell’incontro al Tirreno e che figura facciamo fra tutti?), allora il Piombino nel secondo tempo fa il Barcellona. Pronti via e Pellegrini gonfia la rete, poi corre verso quella laterale e per poco non la butta giù. E’ una bolgia. Decine di ragazzini lì a festeggiare con il loro campione. Ecco, in quel momento Pellegol è Messi.

Poi, visto che la scena è piaciuta, ecco il raddoppio di Papa. Perché «siam venuti fin qua per vedere segnare Papa». Il Magona è in delirio. La festa è cominciata e tocca a Poggi far impazzire mezza difesa. Il numero 7 dribbla anche un gabbiano e un piccione, la mette dentro e si toglie la maglia per esultare. Becca un giallo che poco dopo gli costa l’espulsione. Perché Scarpa, il 5 del Cecina, non la prende benissimo e gli va a dire che lui la testa ce l’ha più dura. Doppio giallo, Poggi fuori sul 3-0. Nel frattempo è entrato Catalano, un altro che dribblerebbe anche Beep Beep. E infatti Kevin finta, rifinta e la butta dentro. Olé. Quattro a zero. Altra fiumana dei bimbi alla rete, altri cori. Fatticcioni esce che gli fanno male anche le orecchie, debutta il giovane Bezzini

con la maschera protettiva di Zorro.

Poi siccome in campo c’è l’ex, Pirone, e siccome qui tutti gli vogliono bene, non gli vuoi regalare un pallone? Eccolo, e il bomber fa gol. Come se avesse segnato un altro piombinese. Finisce 4-1.

Si può rigiocare daccapo?

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