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Jindal interessato a Villa Vittoria: l’ex dimora di Lucchini all’asta per 4 milioni

Fu comprata nel 2009 dalla fondazione Kepha, presieduta da don Benvenuti, arrestato nel 2016 con l’accusa di truffa

PIOMBINO. Villa Vittoria, la splendida residenza in Cittadella messa sotto sequestro nel febbraio 2016 nel giorno dell’arresto di monsignor Patrizio Maria Romano Benvenuti, accusato di una truffa da 30 milioni, a fine mese andrà all’asta: in realtà la notizia dell’esecuzione immobiliare attraverso gli annunci del Tribunale di Livorno ha fatto sì che eventuali acquirenti abbiano già potuto rivolgersi al delegato alla vendita, il commercialista Enrico Pecchia dello studio Audit.

Nei giorni scorsi, durante la sua visita in città accompagnato dal sindaco Massimo Giuliani, anche Sajjan Jindal avrebbe chiesto informazioni e poi visitato l’antica dimora, in vendita per poco più di 4 milioni, con un’offerta minima di 3 milioni, cioè il 75% del prezzo base.

Notizia circolata negli ambienti vicini alla fabbrica, e in quest’ottica rappresentata come un segno della solidità dei progetti di Jindal, intenzionato ad acquistare una casa in città. Ed effettivamente è difficile trovare in città una residenza di questo livello: a ridosso della chiesina realizzata da Andrea Guardi per conto degli Appiani, si affaccia sul mare. 856 metri quadri su tre piani, 24 camere, un ampio salone al piano terra, dalla terrazza e dal giardino il panorama sul golfo di Salivoli e sull’Elba.

La dimora è carica di storia: nel 1502 vi aveva abitato Leonardo da Vinci, chiamato a progettare e costruire le mura di cinta della villa. Agli inizi dell’Ottocento la fece restaurare e vi si stabilì Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone. Nel secolo scorso e fino al 2009 Villa Vittoria invece ha ospitato prima i direttori della Magona, poi i vertici delle acciaierie. Quando Luigi Lucchini, nel 1993, acquistò l’ex Ilva, rilevò anche la villa e ne divenne l’ultimo proprietario.

Nel 2009 la villa fu acquistata dalla fondazione Kepha presieduta da monsignor Benvenuti, 66 anni, nato a Buenos Aires ma con madre campigliese e padre sanvincenzino. Il monsignore all’epoca spiegò di voler realizzare a Villa Vittoria un centro di formazione di eccellenza, di master post universitari e un ciclo di corsi di canto che in effetti videro protagonista Katia Ricciarelli. Poi qualche matrimonio, feste private, iniziative culturali.

Nel 2015 però don Benvenuti mise la casa in vendita, spiegando che la sua gestione era troppo costosa. Un anno dopo, l’arresto per una presunta truffa ai danni di anziani, per lo più francesi e belgi: insieme ad altri indagati don Benvenuti era accusato (il procedimento è ancora in corso) di aver

raccolto 30 milioni di euro sfruttando la credibilità del clero, investendo il denaro in società satellite per ottenere ville di lusso e mega stipendi. La villa di Cittadella era stata acquistata con un mutuo, la Kepha smise di pagarne le rate fino all’esecuzione immobiliare. —
 

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