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Aferpi, a casa i lavoratori richiamati da pochi giorni

Il treno rotaie delle acciaierie (foto Paolo Barlettani)

I sindacati non ci stanno: inversione di tendenza, questo è un passo falso. E in Magona ci si prepara alla nuova proprietà: Mittal deciderà entro fine mese

PIOMBINO. Richiamati al lavoro ma dopo pochi giorni rimandati a casa con gli ammortizzatori. È quanto succede in Aferpi per una cinquantina di lavoratori, così che ieri Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto «un incontro urgente per capire i motivi di questo cambiamento di rotta. Temiamo gli effetti che questo passo falso avrà sul giudizio, sulle aspettative e sull’opinione nei confronti di questa azienda».

Toni duri perché il rientro «di lavoratori definiti “inattivi” – dice il sindacato – ossia pro ...

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PIOMBINO. Richiamati al lavoro ma dopo pochi giorni rimandati a casa con gli ammortizzatori. È quanto succede in Aferpi per una cinquantina di lavoratori, così che ieri Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto «un incontro urgente per capire i motivi di questo cambiamento di rotta. Temiamo gli effetti che questo passo falso avrà sul giudizio, sulle aspettative e sull’opinione nei confronti di questa azienda».

Toni duri perché il rientro «di lavoratori definiti “inattivi” – dice il sindacato – ossia provenienti dalle aree che da più tempo erano ferme e a casa lo avevamo definito positivo».

Ora invece arriva «una chiara inversione di tendenza – sostengono Fim, Fiom e Uilm – I lavoratori richiamati in larga misura sono nuovamente a casa con lo strumento di ammortizzatore sociale. Riteniamo che una gestione oculata e non allegra delle risorse dello stabilimento sia un fatto positivo. Ma non possiamo sottacere che le aspettative del territorio sono immense e che bastano pochi passi falsi, per mandare in frantumi una credibilità costruita con pazienza». Per questo il sindacato si attende nell’incontro che potrebbe tenersi già mercoledì 12, «che l’azienda possa chiarire le reali intenzioni e possa anticipare l’assetto produttivo dei tre treni di laminazione traguardando la fine dell’anno».

Doppio binario di lavoro secondo i sindacati: «quello verso il Ministero, a cui abbiamo già prodotto una nuova richiesta di incontro sugli ammortizzatori sociali e un binario interno per discutere di sicurezza, occupazione, metodi di lavoro e organizzazione».

Intanto ieri è stato un giorno importante anche in Magona dove si sono incontrati i coordinatori Fim, Fiom, Uilm Arcelormittal Piombino, la direzione dello Stabilimento e la rappresentanza della Commissione europea che vigila sul rispetto delle regole antitrust. Il tema dell’incontro era chiarire le prerogative e le procedure ufficiali di accompagnamento all’ormai definita vendita dei pacchetti europei, in conseguenza all’ acquisizione di Ilva, tra cui appunto Magona.

Secondo una nota dei coordinatori rsu «la Commissione europea garantisce che il nuovo acquirente abbia un piano industriale che preservi l’attuale business dell’impresa e la tutela contrattuale e di diritto della posizione salariale ed economica di ogni lavoratore e che il processo di vendita del pacchetto Galati-Skopje-Piombino sia trasparente e legittimato non soltanto dal prezzo eventuale d’acquisto». La scelta di Mittal sul compratore sarà presentata alla Commissione europea entro fine settembre, poi verificata e legittimata in base a criteri di sostenibilità e garanzia di governance. Ipotesi di chiusura gennaio-febbraio 2019. —