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Poca acqua, pochi pomodori. Ma Remaschi rassicura Petti

Poca acqua, pochi pomodori. Ma Remaschi rassicura Petti

L’assessore regionale: «Lavoreremo insieme al Consorzio di bonifica e ad Asa in continuità con quanto realizzato durante la crisi idrica dell’anno scorso»

VENTURINA. «Metteremo in campo le risorse necessarie per lavorare insieme al Consorzio di bonifica Toscana Costa e Asa a un progetto infrastrutturale risolutivo in continuità con quanto già realizzato con risorse regionali durante la crisi idrica del 2017». Lo ha annunciato l’assessore regionale Marco Remaschi all’incontro sulla filiera del pomodoro toscano che, venerdì, ha riunito alla saletta La Pira Comune, Regione, Asa, Consorzio di bonifica, Cia, l’azienda Italian Food del Gruppo Petti, l’Associazione dei produttori ortofrutticoli toscani Asport, impegnatisi a formare un tavolo specifico che affronti i problemi del comparto, mantenga la qualità e la produzione e salvaguardi l’occupazione.

Il Gruppo Petti ha annunciato di star lavorando, col supporto tecnico di Asport, a un progetto che garantisca un sistema di irrigazione efficiente: innalzare gli argini del laghetto di Tufaia per convogliare le acque piovane ed evitare la dispersione di quelle termali, da far confluire attraverso una tubazione nella fossa calda che attraversa i campi agricoli della zona, o eventualmente finanziare una tubazione aggiuntiva che prenda anche i reflui in uscita dal depuratore di Campo alla Croce che andrebbero persi in mare.

«Abbiamo preso atto delle difficoltà del mondo agricolo e delle proposte della Italian Food – ha detto Rossana Soffritti - il nostro Comune è sempre stato sensibile alla problematica, da questo territorio soni nati e proseguono investimenti e programmazioni che cercano di mitigare il problema della scarsità della risorsa idrica a sostegno del mondo agricolo».

«Siamo naturalmente favorevoli – ha affermato Pierpaolo Pasquini (Cia Livorno) - a un tavolo per mettere a sistema gli strumenti per tornare a produrre maggiori quantità di prodotto nella nostra zona».

«Ci aspettiamo che le proposte fatte procedano perché al momento noi ci stiamo accollando i maggiori costi a causa della scarsità di prodotto – ha sottolineato Pasquale Petti ( Italian Food) - Il problema non è tanto quanto paghiamo il pomodoro, ma averne una quantità sufficiente per permetterci di far lavorare l’azienda al massimo delle sue potenzialità. È importante avere il pomodoro vicino, se i produttori locali potranno garantirci il prodotto noi potremo sostenere anche un costo più alto poiché avremmo un risparmio sul trasporto. La nostra richiesta è quella di fare sistema, anche attraverso un contratto di filiera pluriennale, tra tutti i soggetti per recuperare una competitività che abbiamo perso a causa della mancanza

di prodotto. E chiediamo alla Regione che, insieme al Comune che ci ha sempre sostenuto, rilanci strumenti per garantire l’approvvigionamento in modo da non mettere in crisi, alla lunga, la sopravvivenza dell'industria in questa localizzazione». —

ANNALISA MASTELLONE.

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