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Jindal in fabbrica: "Avanti un passo alla volta"

L’industriale indiano in Aferpi con la moglie. Cerimonia con un monaco induista, poi la benedizione del vescovo Ciattini

PIOMBINO. Sajjan Jindal, neoproprietario delle acciaierie piombinesi, è arrivato in gran segreto venerdì, accompagnato dalla moglie Sangita, per una visita allo stabilimento in cui ha incontrato quadri e dirigenti, i segretari di Fim, Fiom e Uilm, il vicesindaco Stefano Ferrini in rappresentanza del Comune. Al mattino la solennità del momento è stata rappresentata da una breve cerimonia con un monaco induista, seguita poco dopo dalla benedizione – negli uffici della direzione – da parte del vescovo Carlo Ciattini.

Nell’incontro con i sindacati e l’amministrazione comunale, da parte di Jindal sono arrivate conferme sugli impegni per il riavvio dei tre treni di laminazione, mentre di fronte all’ovvia richiesta di Fim, Fiom e Uilm di accelerare i tempi per lo studio preliminare che dovrebbe portare poi alla realizzazione dei forni elettrici, l’industriale indiano ha ribadito il punto di vista già conosciuto: la sua volontà cioè di creare un’acciaieria pulita e moderna «ma un passo alla volta».

Il suo primo intento è riconquistare i mercati, e per questo ha previsto nei prossimi due mesi di far ripartire anche treno vergella (ottobre) e medio piccolo (novembre) con billette che arriveranno dal suo stabilimento in Oman. Obiettivo – con in mezzo la gara con le Ferrovie del 24 settembre – «il ritorno alla normalità sul mercato entro sei mesi».
Nell’incontro il vicesindaco Ferrini ha ribadito la valutazione positiva dell’azione sin qui svolta dalla nuova proprietà: «L’amministrazione comunale è a disposizione per confrontarsi su tutte le questioni su cui si ritiene di doverla coinvolgere – ha affermato al termine Ferrini – nel rispetto dei ruoli e delle prospettive di sviluppo che questo territorio deve avere. Sviluppo che, per quel che riguarda la produzione di acciaio non può che avvenire secondo le linee di questa amministrazione, ribadite anche da mister Jindal nell’incontro odierno, di alta compatibilità ambientale e di integrazione con le altre fonti di creazione di reddito e occupazione, prime fra tutte il turismo, la piccola e media impresa e il porto».

La Uilm spiega di aver «ribadito l’importanza di un progetto così ambizioso, la necessità che avvengano nel più breve tempo possibile le rotazioni sia per una questione sociale che per salvaguardare le professionalità dei lavoratori e dare risposte al personale da anni fuori dal ciclo produttivo, l’accelerazione necessaria per gli smantellamenti degli impianti dismessi e la realizzazione in tempi più brevi possibile dei forni elettrici, riducendo al minimo gli studi di fattibilità, così da poter tornare a colare acciaio con i necessari investimenti». Inoltre è stata ribadita da Uilm «la necessità di salvaguardare i lavoratori con adeguati ammortizzatori sociali, e l’azienda ha sostenuto che si tratta di una sua priorità».


La Fiom, giudicando «positivo l’incontro, consapevole di essere all’inizio di un lungo percorso», ha riaffermato «la necessità di far ruotare il personale in quanto non è più accettabile che continuino a rimanere senza lavorare persone fuori dalla fabbrica da 4 anni».
 

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