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Torna all'Elba dopo l'incidente: «Sono qua grazie ai medici e a chi mi è vicino»

Gio' Di Stefano

Il fotografo Giò Di Stefano è tornato sull’isola dopo quasi tre mesi dall’incidente ai Marmi: «A Volterra sono rinato»

PORTOFERRAIO. «Senza l’aiuto di chi mi è stato vicino non ce l’avrei fatta. In questi tre mesi ho trovato tante persone che, anche con dei piccoli gesti, mi hanno dato la forza di reagire». Giorgio Di Stefano, dipendente della Provincia e fotografo, storico collaboratore del Tirreno, è tornato da qualche giorno nella sua isola d’Elba.

È stato via quasi tre mesi. Da quel 6 giugno tremendo, quando Gio’, alla guida del suo scooter, è rimasto ferito in modo grave in seguito a un incidente stradal ...

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PORTOFERRAIO. «Senza l’aiuto di chi mi è stato vicino non ce l’avrei fatta. In questi tre mesi ho trovato tante persone che, anche con dei piccoli gesti, mi hanno dato la forza di reagire». Giorgio Di Stefano, dipendente della Provincia e fotografo, storico collaboratore del Tirreno, è tornato da qualche giorno nella sua isola d’Elba.

È stato via quasi tre mesi. Da quel 6 giugno tremendo, quando Gio’, alla guida del suo scooter, è rimasto ferito in modo grave in seguito a un incidente stradale che si è verificato sulla strada provinciale in località Marmi (Procchio). Da allora per Giorgio Di Stefano è iniziato un calvario. È stato in coma per 25 giorni e, una volta sveglio, ha affrontato un lungo recupero tra l’ospedale di Livorno e il centro di riabilitazione Auxilium Vitae di Volterra dove, di fatto, Di Stefano ha ripreso in mano la propria vita, sovvertendo le previsioni pessimistiche e bruciando i tempi in maniera miracolosa, basti pensare che i medici avevano ipotizzato per dicembre il suo rientro all’Elba.

Il centro di riabilitazione di Volterra

«È stato un percorso duro e faticoso – racconta Giorgio – è solo grazie ai medici che sono qua a raccontare quello che mi è successo». Il fotografo ringrazia lo staff della Pubblica assistenza di Campo nell’Elba con il dottor Francesco Stilo e l’ospedale di Livorno, i primi ad essersi presi cura di lui nella prima fase successiva all’incidente. Ma è soprattutto allo staff del centro di riabilitazione di Volterra che Di Stefano dedica i suoi pensieri.

«Ho trovato delle persone eccezionali e preparate dal punto di vista professionale, a partire dalla responsabile del reparto di riabilitazione neurologica Loredana Voci e alle dottoresse Fiammetta Logi, Fabiola Passaseo e Benedetta Calandriello, che mi hanno dato un grande aiuto e anche tanto affetto». Giorgio ha un pensiero anche per i fisioterapisti («Quelli che mi facevano soffrire come un cane!») Michele Borghesi e Giada Borghi, per la logopedista Monica Orlandini ( «Grazie a lei sono uscito piano piano dall’incubo di dover mangiare solo frullati e omogeneizzati!») e per la squadra di infermieri e operatori sociosanitari del centro di riabilitazione, a partire da Patrizia Contarino (che ha seguito da vicino Giorgio nella seconda e decisiva fase di recupero «facendomi spesso – racconta – la sorpresa di farmi trovare una brioches per colazione» ), fino a Dario Trafeli , Katia Mazzoncini, Daniela Pierozzi, Rachele Norscia e Benedetta Cutri. «Alcuni di loro sono rimasti sorpresi nel vedere il mio recupero, quasi non ci credevano – racconta Giorgio – sicuramente tutto è partito da me, senza la voglia di lottare non mi sarei ripreso. Chi mi vuole bene e mi è stato vicino mi ha dato la forza necessaria, per questo ringrazio la mia famiglia e in particolare mia figlia Valentina e la mia compagna Lorella. Non mi hanno lasciato solo neanche per un attimo».