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Senza retorica né nostalgia il docufilm alla Mostra di Venezia.  La Piombino di oggi impaginata dalla fotografia di Daniele Ciprì  

Dagli orti alle paludi del Vietnam L’emozionante racconto delle Stars

la storiaArrivederci Saigon! Ma cosa ci combinano gli Orti del Bottagone con le paludi del Vietnam, la fabbrica piombinese semi abbandonata e le macerie di una guerra sciagurata? Vecchie ragazze di...

la storia

Arrivederci Saigon! Ma cosa ci combinano gli Orti del Bottagone con le paludi del Vietnam, la fabbrica piombinese semi abbandonata e le macerie di una guerra sciagurata? Vecchie ragazze di provincia e lo sfarzo glamour e un po’cafone dell’Hotel Excelsior? Ìncontriamo Wilma Labate, regista del docufilm insieme alle sue protagoniste Viviana Tacchella, Rossella Canaccini e Daniela Santerini, felici ed emozionate per la proiezione del docufilm alla Mostra di Venezia.

Il loro Sessantotto è stato l’incredibile avventura di tre mesi nel Vietnam in guerra, a cantare e suonare rhythm and blues per le truppe americane. Il film, davvero ottimo, comincia cercando di comunicare con le immagini la mescolanza di paura e stupore, che invase gli animi delle cinque 16enni passate in volo dalla provincia alla Saigon in guerra: ed emoziona anche noi vedere sul grande schermo del Lido il montaggio alternato tra gli Orti Bottagone coi fenicotteri e le paludi vietnamite con le bombe. «Piombino ricorda il Vietnam, per certi aspetti – dice la Labate – ho accostato nel film la zona della centrale Enel abbandonata alle risaie vicino Saigon, la fabbrica piombinese a certe costruzioni di quei luoghi» Ecco la Piombino di oggi impaginata dalla bellissima fotografia di Daniele Ciprì (la stazione, piazza Bovio, corso Vittorio Emanuele) e la Piombino di ieri emergere sgranata dai filmini girati dalle protagoniste. Ecco la scuola di musica di Viviana e le lezioni di canto di Rossella, che insegna alle allieve di oggi pure quei brani soul che cantava ai soldati Usa. E soprattutto le interviste alle ex Stars, che raccontano la loro storia con straordinaria naturalezza di fronte alla macchina da presa. Il ricordo straziante dei bombardamenti e dei cadaveri si fonde con quello esaltante di un duetto canoro tra Rossella e un soldato di colore, le riflessioni di oggi cercano di recuperare le sensazioni provate allora. Senza retorica né nostalgia, ma con la convinzione

di aver vissuto nell’occhio del ciclone mondiale. Alla fine, applausi convinti e prolungati, mentre nei titoli di coda si ringraziano il sindaco Massimo Giuliani e Monica Pierulivo. –

FABIO CANESSA

Altro servizio / A PAGINA 19



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