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Sei Toscana, il cda invita i soci a pagare l’aumento di capitale
l’azienda dei rifiuti 

Sei Toscana, il cda invita i soci a pagare l’aumento di capitale

Il Consiglio di amministrazione di Sei Toscana, società che gestisce il ciclo dei rifiuti anche a Piombino, ha approvato all’unanimità le linee guida del nuovo piano industriale

PIOMBINO. Il Consiglio di amministrazione di Sei Toscana, società che gestisce il ciclo dei rifiuti anche a Piombino, ha approvato all’unanimità le linee guida del nuovo piano industriale, passaggio chiave per la realizzazione di tutte le attività previste, sia in termini di servizio che di gestione. La riunione del cda si è svolta venerdì a Siena. «Le linee guida approvate – spiegano dall’azienda – confermano l’intenzione della società di attivare sul territorio servizi di raccolta differenziata, anche con l’utilizzo di sistemi di conferimento ad accesso controllato, proseguendo il percorso per arrivare a un sistema di tributo puntuale nel prossimo futuro, ossia far pagare all’utenza per ciò che effettivamente produce in termini di quantità e qualità dei rifiuti conferiti».

Quanto alla recente ordinanza del tribunale di Firenze dello scorso 13 agosto, il cda «ritiene che l’incertezza relativa alla titolarità dei diritti su una parte del capitale sociale – spiegano dall’azienda – non possa far venire meno l’esigenza di dare tempestiva e puntuale attuazione alla delibera di aumento di capitale e, comunque, l’obbligo di perseguire al meglio l’interesse societario». Per questi motivi, il cda ha inviato una lettera ai soci in cui si ricorda la scadenza del 30 settembre prossimo per la sottoscrizione della seconda tranche di aumento di capitale, pari a 18 milioni di euro, versando contestualmente il 25% della quota sottoscritta. «Quanto agli effetti dell’ordinanza del 13 agosto – concludono da Sei Toscana – il consiglio ha deliberato di darvi attuazione e quindi: di pubblicare il provvedimento nel registro

delle imprese e di invitare i soci alla massima collaborazione e quindi a ricercare, nel superiore interesse della società, un accordo circa l’esercizio dei diritti relativi alle quote oggetto di vendita coattiva, in modo da consentire alla società stessa un regolare e certo funzionamento». —

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