Quotidiani locali

 Nasce il comitato per salvare la Madonnina del Grigolo

Nasce il comitato per salvare la Madonnina del Grigolo

L’immagine sacra installata sotto il faro della città è in pessime condizioni La ruggine e il salmastro hanno corroso la struttura di ferro: serve un restauro

PORTOFERRAIO. È nato un movimento cittadino teso al recupero della Madonnina di Portoferraio, monumento religioso posto sulla roccia sovrastante il Grigolo, una statua ormai ridotta ad un insieme di lamiere rugginose. Sono alcuni personaggi locali ad aver innescato tale impegno e anche due associazioni, al momento, vogliono contribuire alla soluzione del caso, vale a dire la Misericordia e Italia nostra sezione Arcipelago Toscano. Ma anche semplici cittadini sono impegnati ad impedire che l’opera scompaia definitivamente. «Stiamo definendo con la Misericordia di Portoferraio un progetto per la sostituzione della statua della Madonnina o il recupero e la conservazione dei resti di quella originale. Il progetto prenderà forma definitiva prossimamente».

È quanto annuncia Stefano Carbonaro, figlio di Vincenzo che restaurò l'opera anni fa. Ma forse il primo a suscitare il problema è stato Giancarlo Amore che prima di Ferragosto, su Facebook, aveva scritto: «Sotto il faro di Portoferraio, in prossimità della scogliera, si erge un opera d’arte in ferro che rappresenta la famosa “ Madonnina” di Portoferraio e l’opera è danneggiata in maniera irreversibile. Tutto il manto che avvolge il simbolo, è completamente sfondato o ridotto ad uno strato di ruggine e quindi senza materia. Il vecchio sentiero che portava da quelle parti, sotto il faro, è impraticabile per la folta vegetazione e quindi è arduo raggiungere la Madonnina per un controllo.

Questo simbolo di Portoferraio, divenuto storico, fu posizionato nel 1965. Quindi per ricreare le stesse condizioni di bellezza del luogo e del monumento, sarebbe opportuno ricostruire il sentiero ed ergere una nuova opera. Tutta la zona sotto il Faro e la Villa Napoleonica rappresenta un qualcosa di speciale, ma questo a quanto pare non interessa a nessuno». E ciò ha stimolato il ricordo di Antonio Bolano che ha scritto: «Ero poco più che adolescente volontario alla Croce verde e insieme ad altri si rifece prima il sentiero dal depuratore del Grigolo fino alla madonnina. Poi si smontò l’opera, prima il mantello e poi il busto e si portò il tutto al Grigolo, con le barelle di tela e dopo il restauro venne portata davanti la capitaneria di porto, fu imbracata e con l’elicottero venne rimessa sulla sua sede di nuovo a proteggere i naviganti. Dovrebbero ricordare questi fatti anche Andrea Barra, Riccardo Beltrame, Luciano Campani, Carlo Sgherri, Carlo Alberto Chionsini e Romans».

Quindi il simbolo religioso pare che potrà avere nuova vita e lunedì mattina Paolo Cortini, delegato di Italia Nostra, per conto di Cecilia Pacini, lo storico Marcello Mellini, Luigi Benassi ed altri, sono andati a fare un sopralluogo per capire come intervenire per recuperare sia il sentiero, sia la statua, tanto cara ai portoferraiesi. Varie forze in campo, quindi, che troveranno

senza dubbio il modo di cooperare. Ma qualcuno evidenzia che l’opera è poco cara agli amministratori comunali: in tutti questi decenni hanno lascito prevalere l’incuria in quella zona.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro