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Vincoli e progetti nella zona umida di Mola Il Parco si muove, Legambiente soddisfatta

Nuova cartellonistica e pulizia delle passerelle. Mazzantini: «Ora bisogna assicurare che i divieti vengano rispettati»

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Nuova cartellonistica. Poi pulizia e sfalcio delle passerelle di collegamento nell’area umida di Mola. Si tratta di primi interventi promossi dal Parco nazionale e Legambiente esulta: «Dopo anni di continue sollecitazioni (ultima è quella di pochi giorni sollevata da Umberto Mazzantini che rappresenta le varie associazioni ambientaliste) a cui si sono aggiunte azioni di pulizia e denunce di Goletta Verde, finalmente nella zona di Mola il Parco sembra abbandonare gli interventi a spot e avviare un’opera di tabellazione, posizionamento di barriere e cartellonistica chiara con i divieti che Legambiente arcipelago toscano chiedeva da tempo insieme a molti cittadini. Un primo ma significativo passo che fa ben sperare e che dimostra che quanto discusso nel recente direttivo, sulla base della relazione e delle proposte del nuovo direttore Maurizio Burlando, è stato prontamente messo in atto». E la prossima settimana saranno sistemate le nuove recinzioni in plastica riciclata sul lato di Porto Azzurro che riguarda l’accesso più esposto all’abbandono di rifiuti e a comportamenti non consentiti.

«La cartellonistica – si legge nella nota del parco – ricorda le norme di comportamento vigenti da tempo ai sensi del Piano del parco: la zona infatti è inclusa nella zona B del parco nazionale, è zona speciale di conservazione (Zsc) e zona di protezione speciale (Zps) ai sensi delle direttive comunitarie, l’unica di rilievo sul territorio elbano».

Si tratta di un primo intervento di miglioramento dell’area che sarà oggetto di costanti controlli e monitoraggi. Per questa stessa area, come già annunciato e dettagliato nella conferenza stampa di fine marzo, è in corso l’iter amministrativo per acquisire le autorizzazioni necessarie per la realizzazione del progetto complessivo di riqualificazione che prevede il recupero dell’immobile di proprietà del Parco, per arrivare a una risistemazione dell’area umida attraverso il ripristino dell’habitat naturale di un tempo. Il cantiere aprirà in autunno. Commenta Mazzantini: «Ora bisognerà assicurare che i divieti finalmente sanciti con la cartellonistica vengano fatti rispettare e i trasgressori sanzionati. Bisognerà mettere anche in piedi un sistema di costante vigilanza e di manutenzione minuta. Abbiamo proposto al Parco iniziative

di volontariato e l’utilizzo dei detenuti di Porto Azzurro che “adottino” e mantengano l’area. Infine bisognerà risolvere l’ormai annoso inquinamento dei fossi trovato da Goletta Verde e per il quale Legambiente nazionale ha presentato un esposto alle autorità competenti». —

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