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Acciaierie, riparte il treno rotaie in attesa della nuova gara di Rfi

Acciaierie, riparte il treno rotaie in attesa della nuova gara di Rfi

Bellanova: la nostra industria ha bisogno dell’acciaio. Camping cig: con Jsw un salto nel buio 

PIOMBINO. La nave che deve portare dall’India 18400 tonnellate di blumi è in ritardo, e arriverà a Piombino soltanto sabato o domenica: ma da oggi in Aferpi si torna al lavoro per laminare un piccolo quantitativo di blumi in attesa di quello nuovo che servirà per fabbricare rotaie destinate a Rfi. Insomma dopo quasi un anno il treno rotaie riparte anche se difficilmente il lavoro sul quantitativo a terra basterà a riagganciare l’attività del reparto all’arrivo del nuovo materiale in arrivo. Ma tant’è; a questo punto s’immaginava che si ripartisse ai primi di settembre, ma dopo uno stop così lungo l’azienda ha deciso di riavviare l’attività, anche per dare un segnale della voglia che c’è di voltare davvero pagina e in vista della gara di Rfi a settembre.

Intanto con la ripresa produttiva si torna a discutere di siderurgia. Ieri la senatrice Teresa Bellanova, ex viceministro dello Sviluppo economico, prima di partecipare a un confronto alla Festa dell’Unità su “Nuove prospettive per la siderurgia” ha spiegato «a chi preferisce alimentare il conflitto tra lavoro e impresa, che senza pensarci nemmeno una volta io sto con il lavoro e dunque con l’impresa, e con quel lavoro che produce cose e insieme alle cose saperi, competenza, qualità, identità, vocazioni, futuro: senza l’acciaio italiano la nostra industria, e dunque l’Italia, perde competitività e posizionamento».

Camping cig intanto ha esaminato l’Accordo di programma di Jindal «con tecnici del settore», da cui «sono emerse valutazioni e interrogativi». Per Camping cig «Jsw si è assicurata un “pied à terre” in Europa, un porto in ottima posizione e con buoni fondali, aree industriali di discreto valore immobiliare, impianti vecchi o da demolire ma pur sempre compresi in un “pacchetto” corredato da consistenti sussidi, agevolazioni e incentivi pubblici. I modesti investimenti previsti per il riavvio dei treni assicurano la fruibilità degli ammortizzatori e la gestione “morbida” della connessa questione sociale per un periodo di un paio d’anni».

Riguardo al futuro «uno “Studio di fattibilità” dovrebbe essere presentato a 18 mesi dalla firma dell’Adp e indicherà se e come si darà corso alla “Fase 2” quella cioè degli investimenti per nuovi impianti».

Quindi per Campin cig «non si tratta di impegni, ma di ipotesi. Non è affatto assicurato che si facciano le demolizioni (subordinate a studi di fattibilità e sostenibilità) e le bonifiche». Infine per l’associazione al termine del percorso, «che potrebbe essere tra il 2022 e il 2025 ci

saranno molti esuberi: qualche centinaio tra i dipendenti di Jsw, nella ottimistica ipotesi di piena realizzazione degli investimenti, o più di un migliaio nella pessimistica ipotesi che a Piombino si lamini ma non si coli più acciaio». —

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