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Battezzata "Genova" la tartaruga che aveva deposto le uova all'Elba

Legambiente: un nido "impossibile". E la sposa che ha accompagnato l'ultima in acqua ha raccontato l'avventura su Facebook: "Questa esperienza è stato un dono nel mio giorno più bello"

Elba, la corsa delle tartarughine appena nate verso il mare

MARCIANA MARINA.  L'hanno chiamata "Genova" in onore della città ferita dal crollo del ponte che ha fortissimi ed antichi legami con l'Elba e l'Arcipelago Toscano. Così i volontari di Legambiente hanno battezzato mamma tartaruga che ha fatto il nido a Straccoligno, spaiggia dell'Elba.

Un nido "anomalo", come scrivono gli stessi volontari in una n ...

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Elba, la corsa delle tartarughine appena nate verso il mare

MARCIANA MARINA.  L'hanno chiamata "Genova" in onore della città ferita dal crollo del ponte che ha fortissimi ed antichi legami con l'Elba e l'Arcipelago Toscano. Così i volontari di Legambiente hanno battezzato mamma tartaruga che ha fatto il nido a Straccoligno, spaiggia dell'Elba.

Un nido "anomalo", come scrivono gli stessi volontari in una nota di Legambiente dove si spiega che la tartaruga Caretta caretta lo ha realizzato in un posto "impossibile", su una sabbia quasi compatta, con molti sassi, a non molti metri dal mare e accanto a un sentiero percorso anche da mezzi motorizzati.

Tra l'altro la piccola voragine dalla quale sono sciamate sabato sera le tartarughine che hanno invaso la spiaggia dove era in corso una festa di matrimonio "non presenta l'usuale forma a imbuto, ma un'apertura nella sabbia dura, con una piccola parete a delimitare quello che sembra un piccolo scavo".

"Questi piccoli rettili marini - conclude Legambiente - confermano così la loro fiabesca resistenza, una resistenza e rinascita che gli ambientalisti sperano verrà dimostrata anche dalla 'Superba' Genova con l'aiuto di tutti gli italiani".

Tra l'altro la "fiaba" delle tartarughine l'ha raccontata sulla sua pagina facebook Chiara Audenino, la sposa che insieme al marito, Attilio Orelli ha accompagnato in acqua l'ultima, uscita dal nido a notte fonda e che sembrava aver perso la strada del mare, "era disorientata aveva bisogno di capire bene che il suo ambiente era proprio il mare. Così sono andata nell'acqua più profonda e l'ho spinta, con cuore gonfio di gioia, verso il blu. Ero commossa per questo miracolo che stavo vivendo. Mio marito dietro me cercava di tenermi lo strascico ma ormai era tutto bagnato. Non pensavo al vestito, pensavo a noi due felici in acqua con le tartarughine", scrive la sposa raccontando l'esperienza del "dono così prezioso" ricevuto "nel mio giorno più bello".