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Il Parco lavora al raddoppio delle visite a Montecristo

Il Parco lavora al raddoppio delle visite a Montecristo

Il presidente Sammuri ha in mente per il prossimo anno un programma di venti visite da 75 persone ciascuna. Il tetto annuo portato a 1.500 unità

Il Parco sta lavorando a fondo per cambiare l’organizzazione per visitare l’isola di Montecristo. Lo ha confermato il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago, Giampiero Sammuri, in un incontro a Campo nell’Elba che aveva come tema proprio l’isola resa famosa da Dumas.

Sarà facilitato l’accesso e saranno aumentati del 50% i visitatori. Dal 2017 proprio al Parco è stata affidata la competenza delle visite sull’isola, prima gestite dal Corpo Forestale dello Stato di Follonica. Un cambiamento che ha avuto bisogno dei temi tecnici per essere messo a punto nelle nuove modalità che per il 2018 sono rimaste le stesse anche per rispondere alle domande di visita già presentate con anticipo e che limitava la presenza annua a mille visitatori. Una volta ricevuta la nuova competenza l’ente parco ha presentato una direttiva al Consiglio d’Europa che, accettata, è stata discussa subito dopo con i carabinieri forestali. Alcuni giorni fa il presidente del Parco nazionale Giampiero Sammuri si è incontrato a Roma con il comandante generale dei carabinieri Antonio Ricciardi per discutere della riorganizzazione delle visite a Montecristo che oggi prevedono una trafila piuttosto lunga e complessa. «Nostro obiettivo per l’anno prossimo - ha spiegato Sammuri all’incontro a Marina di Campo - è quello di fare una trafila diversa da quella attuale. Il riferimento, anche se in maniera molto più limitata, è al tipo di fruizione prevista per Pianosa. Naturalmente non con gli stessi numeri e le stesse modalità».

La previsione per Montecristo è di 20 visite durante tutto l’arco dell’anno con 75 visitatori per volta (1.500 in tutto), con le guide che accompagnano i visitatori sull’isola. Unica eccezione il periodo che va dal 20 aprile al 15 maggio per tutelare la migrazione degli uccelli che arrivano a Pianosa per riposarsi e rifocillarsi («come per noi un autogrill quando facciamo lunghi viaggi», ha scherzato Sammuri) e quindi non devono essere disturbati.
«Se un esemplare, come succede per lo più, arriva stremato sull’isola e magari una persona passa di lì e lo costringe a volare di nuovo - ha precisato Sammuri - potrebbe morire. Quindi per un periodo così limitato nel tempo è meglio evitare visite e tutelare l’avifauna».

L’intenzione è partire con questo tipo di fruizione sperimentale che dà accesso a 1500 visitatori ogni anno che dovranno soltanto iscriversi fino a che ci sono posti disponibili, senza domande complicate e liste di attesa.
«Chiaramente - precisa il presidente del Parco - sempre con visite guidate per la tutela dell’isola stessa ma, mi permetto di dire, anche per la soddisfazione del turista perché

andare in un’isola di questo tipo (soprattutto se è la prima volta), e farlo da soli non darebbe quelle sensazioni che invece si potranno sperimentare avendo una guida che spiega tutti gli aspetti che appartengono alla storia, alla cultura e alla biodiversità dell’isola di Montecristo». 

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