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Maggioranza senza 4 consiglieri, via le opposizioni e salta la seduta

Le minoranze si compattano e fanno mancare il numero legale. Assemblea riconvocata per lunedì. Giuliani: nessun caso politico

PIOMBINO. Mercoledì c’era da votare in consiglio comunale un importante provvedimento, lo stanziamento di 350mila dei 500mila euro necessari a Rimateria per pagare la polizza fideiussoria alla Regione.
Ma l’assenza dai banchi di quattro consiglieri di maggioranza (Lorenza Tommasi, Lucrezia Della Lena, Massimiliano Spagnesi del Pd e Simone Bartoli, di Spirito Libero) ha indotto le minoranze a compattarsi, lasciando l’aula così da sospendere il consiglio per mancanza del numero legale. Il consiglio comunque è stato subito riconvocato per lunedì prossimo.

M5S, Ascolta Piombino, Ferrari Sindaco, Un’Altra Piombino, spiegano di aver lasciato l’aula «nel momento in cui, sulla discussione di due delibere di giunta relative a temi di bilancio, la maggioranza non poteva garantire il numero legale, come dovrebbe essere in caso di approvazione di documenti che la stessa ritiene strategici. Il bilancio, sopratutto le sue variazioni, è argomento di grande valenza politica: la mancanza del numero legale evidenzia una crepa proprio sui criteri di scelta».

«Peraltro - prosegue il documento delle minoranze – una delle variazioni di bilancio riguardava il prestito di ben 350.000 euro che la giunta voleva riconoscere a Rimateria. Sull’ampliamento degli spazi di discarica, sui nuovi insediamenti produttivi previsti dall’amministrazione, nonché più in generale sul tema ambientale, le forze di minoranza hanno visioni articolate su cui faranno fronte comune».

Il sindaco Massimo Giuliani dal canto suo minimizza e spiega di voler «tranquillizzare i cittadini perché in realtà le assenze di quattro consiglieri di maggioranza sono motivate da problemi personali e non politici. C’erano delibere importanti da discutere, tra cui lo stanziamento di 350mila euro a Rimateria per far ripartire l’azienda dopo il sequestro. Una questione che tra l’altro era stata sollecitata dalle minoranze. Si è preferito cavalcare questa situazione per evidenziare le assenze, comunque motivate, piuttosto che consentire la discussione e portare avanti le questioni all’ordine del giorno. Allora io mi chiedo: la difesa democratica di tutte le posizioni, anche di quelle di opposizione, si fa stando in aula e discutendo oppure abbandonando la discussione?».

Secondo il Pd nella seduta del consiglio comunale «è mancata la consapevolezza che ciascun consigliere rappresenta l’intera comunità e a questa costantemente risponde. Oggi, abbandonando l’aula, è mancato quel senso civico per cui ciascun consigliere è stato eletto. Esiste un modo democratico per esprimere il proprio disappunto: il voto. L’unico rammarico è di non aver portato

a buon fine la delibera su Rimateria, di cui ci assumiamo la responsabilità e al quale porremo rimedio, ma sono oltremodo inaccettabili quelle azioni, poste in essere dalle minoranze, per fini calcoli elettorali e propagandistici, fatte sulla pelle dei lavoratori di Rimateria».
 

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