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Elba, l'isola del trekking

Elba, l'isola del trekking

Camminare è forse il modo migliore per conoscere le bellezze naturali dell’isola d’Elba: solo il 30% della costa è raggiungibile con l’auto

Camminare è forse il modo migliore per conoscere le bellezze naturali dell’isola d’Elba: solo il 30% della costa è raggiungibile con l’auto. Il restante 70%, ancora selvaggio e tutto da vedere, si raggiunge a piedi, in comode e rilassanti passeggiate o con escursioni vere e proprie.

Atmosfere speciali in Primavera e in Autunno. All’isola d’Elba, si cammina tutto l’anno: il clima generalmente mite lo permette quasi sempre e camminando, è piacevole scaldarsi anche al sole di Dicembre. Ma in Primavera, quando la natura si risveglia in un arcobaleno di colori e dappertutto suoni e profumi annunciano l’arrivo delle belle giornate, seguire un sentiero insieme alle farfalle osservando le fioriture fa letteralmente rinascere. In Autunno invece, nell’aria si diffonde l’odore della legna che brucia nei camini, si pregusta il vino novello e il cielo e il mare assumono quei toni aranciati del tardo pomeriggio: camminare sa di familiare e genuino e rientrare al caldo, in compagnia, fa sentire subito a casa. Nella scelta del dove, si spazia dagli aspetti naturalistici a quelli più propriamente geologici e minerari, dal camminare salutistico alla scoperta delle erbe officinali e dei benefici del movimento. Dal trekking enogastronomico con degustazione dei prodotti locali, a quello storico e culturale inseguendo tracce romane, napoleoniche o militari. Persino contemplativo e filosofico. Ogni combinazione è possibile, basta seguire le proprie passioni.

Un territorio tutto da scoprire - La morfologia elbana è molto varia: parlando di rilievi, si presenta divisa in tre aree, facilmente identificabili: la zona occidentale, caratterizzata dal poderoso massiccio granitico del Capanne. Con i suoi 1019 metri è il monte più alto dell'isola, dell'arcipelago e della provincia di Livorno, regno dell'estrazione del granito a sud e dei castagneti nel versante nord. Nella zona centrale si schierano il Monte Tambone, l’Orello, il San Martino e il Barbatoja a caratterizzare una zona ricca di pinete e macchia mediterranea, con un passato ad alta presenza di coltivazioni agricole. La zona orientale presenta una catena montuosa disposta in direzione nord – sud composta dal Monte Grosso, lo Strega e il Capannello, passando per i 516 metri di Cima del Monte per poi scendere verso la pianura di Mola e risalire con i 413 metri del Monte Calamita, zona di inestimabile ricchezza mineralogiaca legata ai giacimenti ferrosi. Collegate tra loro da zone mediamente pianeggianti, come quelle situate fra Marina di Campo e Procchio o fra Mola, Lido e Schiopparello, le tre aree fanno dell’isola un luogo unico.

I sentieri, un patrimonio tramandato dal passato – In questo scenario vasto e diversificato, fino alla metà del secolo scorso, si svolgevano tutte le attività inerenti al territorio: agricoltura e pastorizia, la coltivazione del bosco e l’estrazione delle pietre in cava o in miniera, la pesca e la marineria. Un fitto reticolo di sentieri, più larghi e dotati di pavimentazione in pietra i principali, immersi nel verde e più selvatici i secondari, serviva capillarmente tutta l’isola, fino alla casetta più sperduta. Oggi, sebbene alcuni siano stati cancellati dal tempo e dalla macchia mediterranea, la maggior parte di essi sono ancora fruibili e bellissimi da percorerre, camminando nell’aria di mare e nella storia.

Percorsi di tutti i tipi. Facili per tutta la famiglia, sul promontorio dell’Enfola o alle miniere dismesse del Calamita a Capoliveri e di Rio Marina, fino a percorsi molto duri ed irregolari per veri appassionati: da quello più accessibile del Monte Strega fino a quello che porta sulla cima del Monte Capanne. Grazie alla varietà dell’offerta, l’Elba è da sempre un paradiso per escursionisti e Nordic Walkers, meta prediletta del trail estremo. Intorno, sempre panorami affascinanti che cambiano in pochi metri e ti mettono ogni volta di fronte a qualcosa di stupefacente: percorsi d’altura tra i castagni e il granito del versante nord occidentale, sentieri di macchia mediterranea lungo le coste, crinali ricoperti di ginestre dalle grandi vedute nel versante sud orientale dell’Isola.

Trekking e biodiversità. Perdetevi nel Santuario delle Farfalle, in alto, sui crinali tra Monte Perone e Monte Capanne, inseguendo miriadi di ali colorate. Osservate il cielo alla ricerca di Rapaci e uccelli migratori e seguite gli esperti del G.I.R.O.S. per conoscere sul campo le Orchidee Spontanee, nel versante orientale dell’isola. Inebriatevi dei profumi delle Vie delle Essenze, serie di percorsi costieri immersi nella macchia mediterranea, a picco sul mare. Ovunque, incontrerete i protagonisti di questa natura per molti aspetti ancora incontaminata, inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel Santuario dei Cetacei, che maestosi costeggiano l’isola in tutte le stagioni.

Il Tuscany Walking Festival. Proprio il Parco Nazionale organizza tutti gli anni all’interno dell’Arcipelago il Festival del Camminare: un fitto programma di escursioni guidate ed eventi collegati, per la maggior parte gratuite, per tutti i livelli e per tutti i gusti. Il patrimonio storico così come quello geologico e naturalistico arricchiscono lo scenario degli incontri e l'intera Isola d'Elba, con i suoi abitanti, le istituzioni e le strutture ricettive, riservano un'accoglienza speciale agli ospiti che giungono per partecipare. Un momento di scambio e di conoscenza: del territorio e delle sue peculiarità, delle storie e dei personaggi, della flora e della fauna.

I percorsi

LA GRANDE TRAVERSATA ELBANA Una delle più importanti, affascinanti e particolari escursioni dell’isola è sicuramente la GTE - grande traversata elbana - una camminata coinvolgente che, attraversando tutta l’isola sui crinali da est ad ovest, regala scorci indimenticabili del variegato paesaggio elbano. Si parte dal Cavo fino a raggiungere Pomonte, sulla costa occidentale, con un percorso complessivo totale che sia aggira intorno ai 120 km. La traversata è suddivisibile in diversi giorni di cammino in base alla preparazione e agli interessi. Molti degli alberghi sull’isola, si incaricano del trasporto bagagli e del pranzo a sacco: non vi resta che rilassarvi e godervi la natura.

GTE 1 tappa : Cavo – Portoazzurro

GTE 2 tappa : Portoazzurro – Marina di Campo

GTE 3 tappa : Marina di Campo – Monte Capanne – Marciana

GTE 4 tappa : Marciana – Pomonte Tappa “bonus”: Monte Calamita

PERCORSI STORICO - CULTURALI

Il Mondo del Granito - S.Piero - difficoltà: facile Partendo da San Piero, piccolo borgo alle spalle di Marina di Campo, inizieremo un percorso alla scoperta dell'uso millenario della roccia granitica del versante sud del monte Capanne. Incontreremo le cave moderne, ancora attive, in cui ancora oggi rimangono alcuni scalpellini che artigianalmente lavorano questo materiale. Attraverseremo il sito preistorico dei “Sassi Ritti”, la piccola Stonehenge elbana, con i suoi dolmen misteriosi e affascinanti e successivamente il sito archeologico delle “cave antiche”, luogo di lavorazione di epoca romana, in cui ancora oggi si possono vedere i vari stadi di lavorazione delle colonne che adornavano i monumenti dell'antica Roma. Il mulino di Moncione, testimonianza del passato rurale, è il luogo ideale per una sosta prima di intraprendere il tratto in salita che ci accompagnerà rapidamente verso il punto più alto dell'escursione, al pianoro di Pietra Murata, dove rimangono testimonianze dell'attività dei pastori, i “Caprili”, veri e propri “igloo” di granito, usati come riparo. Da qui il rientro a San Piero sarà una passeggiata in discesa ai confini della grande pineta della località delle Piane al Canale.

Eremi e Castagneti – Poggio - Patresi – difficoltà: medio

Partendo dal piccolo borgo di Poggio, il percorso inizia salendo attraverso i castagneti del versante nord dell’isola. Attraversando i boschi incontreremo l’eremo di San Cerbone e la Grotta del Santo, probabile rifugio negli anni delle persecuzioni Longobarde. La strada continua attraversando la fresca e rigogliosa valle di Pedalta, sfiorando Marciana e accompagnandoci fino al percorso che sale verso il Santuario della Madonna del Monte. Seguendo le piccole cappelle della Via Crucis che portano fino alla chiesa, andremo a conoscere i luoghi dove Napoleone trovò pace e tranquillità. Fatto rifornimento d'acqua alla freschissima sorgente del Teatro della Fonte, il percorso prosegue verso la panoramica terrazza sulla Corsica di Serraventosa, seguendo il tracciato dell'antica via di comunicazione tra Marciana e i paesi della costa occidentale. Da qui potremo scegliere se proseguire sui crinali e arrivare al Semaforo, vecchio punto di avvistamento militare, e proseguire sulla via per Chiessi e Pomonte, oppure scendere lungo la vallata del Bollero ed arrivare verso Patresi e la costa.

Capoliveri e il suo Santuario – Capoliveri - difficoltà: facile

Fra i più antichi centri abitati dell’isola d’Elba, “Caput Liberum” è uno dei paesi che conserva all’interno dei suoi vicoli tracce evidenti del suo passato da fortezza medievale. L’escursione si snoda tra i rioni che ancora oggi dividono il paese in Fosso, Fortezza, Baluardo e Torre e ci conduce alla volta del Santuario della Madonna delle Grazie, gioiello dell’architettura religiosa, che conserva al suo interno il quadro della “Madonna del Silenzio” di Marcello Venusti, allievo del più famoso Michelangelo. Un sentiero costiero dall'omonima spiaggia ci porterà alla scoperta delle particolari formazioni rocciose e piccole calette nascoste, prima di avvicinarci al ritorno in paese.

PERCORSI NAPOLEONICI

Il Bosco dell’imperatore – San Martino - difficoltà: facile - medio

Si racconta che Napoleone, per pensare e pianificare il suo ritorno dall’esilio in tranquillità, amasse percorrere i sentieri nelle vicinanze della sua dimora di campagna di San Martino. L’itinerario parte dalla via di accesso alla villa e si addentra nella vallata risalendo quella che è una delle foreste demaniali più rigogliose dell'isola. Inizialmente a fondo battuto, il percorso diventa più tecnico in salita fino al crinale, dove si incontra la vecchia strada militare Colle Reciso - San martino e il vecchio mulino del Colle. Si proseguendo lungo la strada sterrata e i boschi, tra vecchie strutture militari e una vista spettacolare doppia: a sinistra sul golfo di Lacona, Capo Stella e il Calamita, a destra su Portoferraio e la rada. Una volta ridiscesi a valle, visiteremo le stanze della residenza, impreziosita da decorazioni e trompe l’oeil originali, nella quale sono conservati mobili d’epoca, cimeli e oggetti d’uso militare e quotidiano. L’aquila imperiale, circondata da innumerevoli api elbane, decora i giardini e i portoni. Oggi, le Residenze Napoleoniche sono il secondo Polo Museale in Toscana dopo gli Uffizi di Firenze, visitate da centinaia di migliaia di turisti ogni anno.

L’eremo dell’imperatore – San Martino - difficoltà: facile - medio

Partendo dalla Fortezza Pisana di Marciana Alta, raggiungeremo il Santuario della Madonna del Monte tramite una larga Via Crucis lastricata in pietre. Un itinerario sul versante nord occidentale del monte Capanne, alla scoperta del castagneto e della sua importanza nell’economia rurale della zona. Seguendo il percorso potremo osservare le particolari forme di erosione del granito, che nel corso dei millenni hanno modellato le rocce con forme inconfondibili. Troveremo il “masso dell’Aquila”, l’“Uomo Masso”, la “Testa di Moro”, e molti altri Mostri di Pietra dalle sagome antropomorfe. Dopo aver fatto rifornimento d’acqua alla freschissima sorgente dell’esedra del Santuario, il percorso proseguirà, con la possibilità di scorgere alcuni esemplari di mufloni e rapaci in volo, verso la panoramica terrazza sulla Corsica di “Serraventosa” e da qui sulla via del ritorno.

Nessun “foresto” governerà Capoliveri – Capoliveri – difficoltà: facile

“Capoliveri mi fa la guerra.. un nido di corvi vuol resistere all’aquila imperiale”, questo, secondo la tradizione popolare fu il pensiero di Napoleone di fronte all’unico paese in rivolta contro la sua dominazione forzata sull’isola d’Elba. Seguendo il leggendario racconto della Vantina, la ragazza che salvò il paese dalle ire napoleoniche, scopriremo i caratteristici chiassi, i vicoli del centro storico di questo antico borgo minerario. Proseguiremo con una passeggiata sul monte Calamita, in quello che è il luogo d’elezione delle orchidee dell’isola d’Elba, attraverso ombreggiate pinete e odorosa macchia mediterranea. Spaziando sulla costa toscana e l’abitato di Porto Azzurro, arriveremo alle vedute di Ponente con il Golfo Stella, il maestoso Monte Capanne e uno scorcio da cartolina sul paese di Capoliveri, dove faremo ritorno al termine dell’escursione.

Il tesoro dell’esiliato – Rio Marina – difficoltà: facile La principale fonte di finanziamento del “principato Napoleonico” dell’Elba era nascosta sotto terra: per secoli i giacimenti ferrosi della zona orientale dell’isola hanno fatto la fortuna di chi aveva la possibilità di sfruttarli, dagli albori con gli etruschi, passando per la dominazione pisana, fino ad arrivare all’ Imperatore, che per primo fece progettare un impianto di trasformazione industriale del minerale direttamente sull’isola. Ematite, pirite, limonite, sono solo alcuni dei nomi dei numerosissimi minerali che costituiscono la varietà geologica dei cantieri minerari

del versante riese che andremo a scoprire nel museo mineralogico del “Parco Minerario dell’Elba”. Successivamente, dotati di martelletti e piccozze, come veri minatori, andremo alla ricerca dei brillanti tesori nascosti nel terreno e delle loro particolarissime e uniche cristallizzazioni.

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