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Gli studenti sospesi al lavoro alla casa di riposo

È il progetto portato avanti con successo, questo anno scolastico, dall’Itcg Cerboni di Portoferraio diretto dalla dirigente Maria Grazia Battaglini

PORTOFERRAIO. Gli alunni “difficili”, ovvero quelli con problemi di condotta, hanno trascorso i giorni della sospensione in un centro per anziani. È il progetto portato avanti con successo, questo anno scolastico, dall’Itcg Cerboni di Portoferraio diretto dalla dirigente Maria Grazia Battaglini. All’iniziativa ha dedicato nei giorni scorsi un ampio servizio il telegiornale toscano della Rai.

«Sono una ventina gli studenti “ribelli” che hanno trascorso il loro periodo di sospensione non tra le mura di casa o di scuola, ma presso un centro per anziani assistito dalla cooperativa sociale Altamarea – fanno sapere dal Cerboni – Qui, al loro arrivo, sono stati accolti dalla dottoressa Silvia Dini, la quale, dopo un colloquio, ha indirizzato ciascuno verso l’attività di recupero più adatta. Al termine del periodo, è avvenuta la “restituzione”: infatti, il ragazzo sanzionato, con l’aiuto della dottoressa, ha tenuto una relazione alla sua classe sul percorso seguito e sulle riflessioni che ne sono scaturite. In tal modo, l’allievo problematico è diventato protagonista di un evento positivo e propositivo, non solamente per sé, ma per tutta la classe».

L’iniziativa, insomma, si è rivelata alquanto educativa, perché, «venendo a contatto con la fragilità della vecchiaia e con il disagio mentale o fisico, realtà ispiratrici comunque di sentimenti di empatia e talora di identificazione con i nonni di famiglia _ sostengono dal Cerboni - gli adolescenti hanno potuto meditare sulla leggerezza, la superficialità e l’inadeguatezza del loro personale comportamento con i compagni e gli insegnanti, e su come sia infinitamente più gratificante, per l’armonia con se stessi e con gli ambienti sociali di riferimento, praticare i valori della solidarietà, della condivisione, dell’ascolto, dell’aiuto e dell’offerta

di un po’ del proprio tempo “giovane” a chi spesso non sa più come utilizzare quello che gli rimane da vivere. Dunque, un esperimento che, come ha sottolineato la dirigente Maria Grazia Battaglini, si è rivelato arricchente sul piano umano e per la maturazione degli studenti».
 

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