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Muore in auto mentre rientra dal lavoro

Terribile scontro frontale ieri notte al Morticino. Ferito ma fuori pericolo il conducente dell’altra vettura

PIOMBINO. Da otto anni faceva quella vita e quella strada. Una strada che una volta metteva i brividi, sì. Ma che ormai da tempo era diventata tranquilla, poco trafficata, soprattutto la notte. Da otto anni Alessandro Pipino percorreva quella strada, la parte sud di via della Principessa, che lo separava dalla famiglia. Pochi minuti ed era a casa. Invece ieri notte è morto proprio lì, in un incidente stradale che ha dell’assurdo.

È avvenuto poco prima della mezzanotte di giovedì sul rettilineo del Morticino, nel tratto compreso tra i due distributori di carburante.

Pipino, 37 anni, aveva dunque finito di lavorare come cuoco al ristorante di Poggio all’Agnello e stava tornando a Piombino, dove lo aspettavano la compagna Agata Grasso e i loro due figli, due bambini piccoli. Era al volante di una Matiz rossa.

In quello stesso momento da Piombino stava percorrendo la stessa strada, ma in direzione opposta, il sanvincenzino Federico Faggiano, 29 anni. Anche lui stava tornando a casa ed era al volante di una Ford B-Max.

Entrambi erano soli in macchina.

Le due auto si sono scontrate frontalmente. Stando a quanto hanno ricostruito i carabinieri in base ai rilievi e all’unica testimonianza di Faggiano, l’auto di Pipino ha invaso la carreggiata opposta. E in questo caso non ci sarebbero altre spiegazioni: un colpo di sonno o un malore. In teoria, c’è anche l’ipotesi di un guasto alla macchina, ma al momento non viene presa troppo in considerazione.

Fatto sta che le due vetture sono finite una contro l’altra. A giudicare anche dalle condizioni delle auto, della Matiz in particolare, l’impatto deve essere stato violentissimo.

Pipino è morto sul colpo. Non c’è stato niente da fare. La salma è stata trasferita all’obitorio in attesa dell’autopsia che il magistrato di turno, il sostituto procuratore Ezia Mancusi, ha già annunciato di voler disporre.

Faggiano invece se l’è cavata con qualche frattura e altre ferite. È stato ricoverato all’ospedale di Villamarina, tenuto tutta la notte in osservazione, ma a quanto pare per fortuna le sue condizioni non sono preoccupanti.

Sul luogo dell’incidente, oltre ai carabinieri e alle ambulanze del 118, i vigili del fuoco e il carrattrezzi.

La notizia ha gettato nello sconforto non solo la famiglia della vittima ma anche i molti amici che Pipino, originario di Brindisi, si era fatto nella nostra zona.

E in particolare il suo datore di lavoro, Matteo Ruzzier, che non si dà pace: «È assurdo, una cosa inaccettabile, Alessandro è morto su una strada dove l’unico rischio è quello che ti attraversi un cinghiale. Non ci posso credere e non posso pensare alla sua famiglia, alla compagna, a quei due bambini. Alessandro era una persona d’oro, davvero speciale. Un lavoratore come pochi. Era con noi da otto anni, dall’aprile 2011, abbiamo aperto insieme il ristorante. Una persona riservata e buona, un ragazzo attaccatissimo alla sua famiglia e al suo lavoro dove in questi anni non è mancato neanche un giorno. Non riesco a crederci che non ci sia più, è una tragedia immensa per tutti».




 

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