Quotidiani locali

Sequestrate le casette nel bosco

Carabinieri forestali alla Poggio Rosso, denunciate 7 persone tra cui funzionari comunali e regionali

PIOMBINO. Le chiamavano «tende» ma di tende avevano ben poco: in realtà erano casette in legno e muratura con tutti i comfort, costruite in una zona boscata e sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. Caduta nel vuoto la prima segnalazione dei carabinieri forestali, la seconda è stata accompagnata dal sequestro e da sette denunce.

Le strutture (17) sono quelle costruite a Populonia stazione dalla “Poggio Rosso società agricola srl”. Nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Daniele Rosa ci sono i nomi di Ivano Monelli e Diego Monelli (amministratori e legali rappresentanti della società proprietaria dell’area e committente delle opere), di Cristina Guerrieri (direttrice dei lavori), ma anche quelli di Camilla Cerrina Ferroni (dirigente del settore programmazione territoriale ed economica del Comune), Cesare Montineri (responsabile dell’ufficio abusivismo edilizio del Comune), Serena Fossi (architetto, istruttore direttivo tecnico sempre del Comune) e di un funzionario della Regione, Simone Tarducci (dirigente del settore imprenditoria agricola).

La prima segnalazione dei carabinieri forestali risale al febbraio dello scorso anno. I militari, durante un sopralluogo, accertarono la natura di quelle strutture: non mobili, non assimilabili alle casette con le ruote o comunque al genere delle roulotte. E tantomeno tende. Su quelle diciassette piazzole in realtà erano costruite delle casette con basamento in cemento e struttura in legno, insomma strutture fisse; dotate inoltre di cucina, wc, bidet, doccia, idromassaggio, climatizzatore e collegate a un sistema fognario. Il tutto, scrissero i carabinieri forestali, senza alcun permesso a costruire e senza alcuna autorizzazione paesaggistico-idrogeologica. Pareti e tetto erano sì «costituiti da tela plastificata» ma «solidamente intelaiata in strutture in legno», e i bungalow erano «dotati di veranda e pareti divisorie interne in legno». Tutta roba difficilmente smontabile in poche ore. A giustificare quei bungalow (più una reception, una legnaia e barbecue e un parcheggio) c’era solo un’autorizzazione unica Suap del 30 maggio 2016 e successiva variante del 4 aprile 2017 che prevedeva solo la realizzazione di tende assimilabili ad attrezzature per il campeggio temporanee, montabili e smontabili a seconda della presenza degli ospiti e non trasformabili di fatto in unità ricettive-abitative.

Ora, mentre in un primo momento l’ufficio abusivismo edilizio riconobbe la difformità delle opere rispetto all’autorizzazione Suap e dispose il procedimento sanzionatorio, dopo un ulteriore sopralluogo eseguito insieme a personale della Regione e su parere del funzionario di quest’ultima, decise di archiviare tutto. Questo lo scorso 8 marzo.

Ma la Procura è andata avanti. L’attività è stata condotta in collaborazione con il Nucleo operativo e radiomobile diretto dal tenente Giorgio Poggetti e con le stazioni carabinieri forestali di Venturina e Cecina. E lunedì i carabinieri sono tornati a Poggio Rosso con un decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice delle indagini preliminari Antonio Del Forno.

I titolari e la direttrice dei lavori sono stati denunciati

per le violazioni delle norme edilizia, paesaggistiche e idrogeologiche; i funzionari del Comune e della Regione per abuso d’ufficio.

A tutta la struttura sono stati apposti i sigilli e sono stati interrotti i lavori per il completamento di nuove casette.
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori