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Ritrovati i mobili della famiglia reale

Il mistero di Montecristo: il sindaco di Campo nell’Elba è entrato in possesso degli arredi ma non dice come. Se ne erano perse le tracce da oltre 70 anni

MONTECRISTO. Quei mobili sono riemersi dal nulla, dopo oltre settant’anni di oblio. E così un giallo ormai sbiadito dal tempo, che mette assieme l’isola di Montecristo, i Savoia e il disfacimento dopo il disastro italiano della Seconda Guerra mondiale, potrebbe avere, senza alcun preavviso, una soluzione.

Ad avere in mano le tessere del puzzle è il sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti che al Tirreno racconta di essersi “imbattuto” casualmente in alcuni pezzi di mobilio che, secondo una prima valutazione, potrebbero essere quelli appartenuti alla famiglia reale italiana e custoditi a inizio del XX secolo nei locali della villa fatta costruire dal botanico britannico Taylor.

L'isola di Montecristo
L'isola di Montecristo

«Non c’è la certezza che si tratti di quel materiale, ma gli indizi fanno pensare proprio questo – racconta il primo cittadino di Campo nell’Elba – appena ho ritrovato quei mobili ho contattato il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, sotto la cui giurisdizione ricade Montecristo, il Parco e la Soprintendenza in modo che sia fatta una valutazione accurata del mobilio». Il primo cittadino ha inviato al Tirreno una foto che ritrae uno specchio nero con sulla sommità lo stemma dei Savoia e altri pezzi di mobilio, tra cui poltrone, un tavolino da fumo e un altro mobiletto. Arredi in legno scuro, eleganti e ancora in discrete condizioni, almeno a un’occhiata superficiale.

Il mistero, per il momento, permane riguardo al luogo del ritrovamento, lo stesso nel quale i pezzi restano tutt’ora custoditi. Lo stabile dove si trovano i mobili è nel territorio del Comune di Campo nell’Elba (a Pianosa), ma il sindaco preferisce non rivelare altri dettagli, probabilmente per non attirare l’attenzione in chi, magari, potrebbe voler mettere le mani in questi pezzi da collezione.

Ritrovamento casuale o sensazionale scoperta, dunque. Nei prossimi giorni, una volta che i mobili saranno valutati, si potrà capire meglio in cosa si sia imbattuto il sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti. L’interesse, di certo, è elevato, visto il mistero che da decenni avvolge i beni dei Savoia un tempo custoditi a Montecristo e poi spariti nel nulla. La famiglia reale prese possesso dell’isola alla fine dell’800, trasformandola in una riserva di caccia sotto il sovrano Vittorio Emanuele III. I reali trascorrevano spesso del tempo sull’isola di Dumas padre e si erano insediati nella villa costruita alle spalle di Cala Maestra dal botanico inglese Lord George Watson Taylor. Gli eventi della storia erano però destinati a mutare il corso degli eventi anche nella piccola isola, adesso riserva integrale nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Durante la Seconda guerra mondiale la villa reale fu completamente spogliata dagli arredi, messi così al sicuro durante i bombardamenti. Quel che successe alla dinastia reale dei Savoia è scritto sui libri di storia: la caduta coinvolse ovviamente anche Montecristo che dopo la fine del conflitto mondiale fu per anni lasciata in stato di abbandono. E i mobili? Secondo la leggenda, passata di bocca in bocca tra i pescatori che solcavano i mari dell’arcipelago, qualcuno riuscì a mettere al sicuro i beni custoditi nella villa in un luogo non precisato. Secondo altri, il patrimonio reale fu trafugato e finito chissà dove. Ebbene, a distanza di oltre settantanni, una parte di quegli arredi potrebbe aver fatto capolino dai meandri della storia con un colpo di scena.

«Aspettiamo, vogliamo capire se si tratta di qualcosa di concreto o se al contrario è una bufala – racconta il sindaco Montauti – fin da subito do la mia disponibilità affinché, una volta accertata la provenienza degli arredi, questi possano tornare al loro posto». A Montecristo, del resto, le leggende sono di casa, così come i tesori più o meno reali. Dal tesoro di San Mamiliano, il vescovo di Palermo che, eremita, si rifugiò sull’isola, fino al tesoro degli Spada de Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre, con il quale Edmond Dantés finanziò il suo terribile piano di vendetta. Ecco, un altro piccolo tesoro, presto, potrebbe riprendere la via dell’isola di granito, situata nel cuore remoto del mar Tirreno.
 

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