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Rubata e distrutta la statua dei Caduti

L’opera di Canuti era al cimitero di Piombino. Il sindaco: «Grave atto di inciviltà»

PIOMBINO. Danneggiamenti e furti al cimitero di Piombino. A farne le spese questa volta la scultura donata dall’artista Nado Canuti al Comune di Piombino e posizionata all’interno del cimitero sopra il monumento ai caduti in guerra, sul monumento ossario realizzato dall’amministrazione comunale nella metà degli anni Sessanta.

A trovare i resti della statua, una figura in bronzo di un caduto morente, sono stati due vigili urbani che sabato 7 aprile intorno alle 18 hanno rinvenuto la statua fuori dal muro del cimitero tagliata in pezzi e nascosta dietro alcuni oleandri. Con molta probabilità la statua era stata trafugata e nascosta dietro le piante per poterla recuperare con calma in un secondo momento.

Attualmente è custodita nel magazzino del cimitero stesso. Il sindaco denuncerà il fatto nei prossimi giorni alle forze dell’ordine proprio per evidenziare il danno soprattutto di natura morale, anche nei confronti di un artista di alto valore e di fama internazionale come Canuti.

«Atti di inciviltà e di totale mancanza di rispetto e di spregio alla memoria, nei confronti di un luogo come il cimitero, dei nostri caduti in guerra e di un artista come Nado Canuti, del quale la nostra città ha sempre riconosciuto l’alto valore – afferma il sindaco Giuliani –. Un gesto vile rispetto al quale prenderemo provvedimenti».

Canuti, nato nel 1929 a Bettole di Siena, ha combattuto per anni tra le fila dei partigiani e nel 1950 ha deciso di dedicarsi alla pittura, alla scultura, alla grafica e all’oreficeria. Da quel momento espone alla IX e X Quadriennale di Roma, tiene numerose personali e collettive in Italia, Europa e America e dal 1966 si dedica principalmente alla scultura, alla grafica e all’arte orafa. Negli anni’60 il suo linguaggio plastico si definisce di ascendenza espressionista e la sua scultura avanza verso la sintesi astratta, cercando il rigore della linea, l’essenzialità compatta, liscia e geometrica delle forme.
Le tecniche usate sono il cemento fuso, scalpellinato e liscio, ma trovano spazio anche il marmo, l’alpacca, l’argento e soprattutto il bronzo.

I soggetti preferiti possono essere definiti come forme assemblate per incastri, scomponibili e mutabili in un «metamorfismo» che diverrà il tratto caratteristico della sua scultura.

A Piombino ha donato diverse opere, esposte in alcune piazze della città.
 

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