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Castello aperto in estate: Parchi e Comune ci provano

Il bene culturale meno utilizzato della città al centro di un incontro. Alle ceramiche medievali presenti si aggiungeranno opere contemporanee

PIOMBINO. L’intenzione è quella di riaprire il bene culturale più sottoutilizzato della città in estate. E quindi, di dare l’opportunità di visitare il Castello ai turisti che, passo passo, guide alla mano e seguendo la segnaletica, contonuano a raggiungerlo. E poi sono costretti a restarne fuori. Nel ponte pasquale se ne sono contati a decine.
Stamani si incontreranno il presidente della Parchi Val di Cornia, Francesco Marcia Ghizzani con Paola Pellegrini, titolare della materia in quanto assessore alla cultura, e i colleghi di giunta coinvolti, Claudio Capuano (Lavori pbblici), Stefano Ferrini (turismo) e Ilvio Camberini, (bilancio). Perche è soprattutto una questione di risorse. Sia per gli interventi da eseguire, sia per la gestione delle aperture. Una gestione organica, esattamente come avviene per gli altri beni affidati alla Parchi, non limitata alla estemporaneità delle manifestazioni che via via vengono ospitate nell’edificio. Presto anche il Maggio dei libri troverà lì la collocazione di una parte del suo calendario. Ed è positivo.

«Nell’incontro Ghizzani spiegherà quali possono essere i passaggi necessari e ciascun soggetto affronterà i problemi dalla propria angolazione», afferma Pellegrini. Che conferma l’obiettivo dell’estate per una fruizione più ampia del bene, all’interno e all’esterno. Una fruizione da incentivare, in prospettiva, anche utizzando gli spazi espositivi in maniera più ampia, non circoscritta alle ceramiche medievali che pur resteranno al loro posto.
Torna in ballo la possibilità di realizzare un centro d’arte contemporanea. Non ingessato unicamente alle opere dell’artista internazionale Bertina Lopes, come si era scritto negli atti di indirizzo adottati dalla giunta nel dicembre scorso.

Insomma, l’obiettivo resta l’arricchimento dell’offerta espositiva, culturale e turistica in una direzione - quella dell’arte contemporanea, di cui Piombino è priva. Ma non solo. Per la valorizzazione del Castello, ad esempio, Ferrini, ipotizza sì, allestimenti non permanenti, mostre estemporanee. Ma anche, negli spazi esterni, contest di storia interattiva, per bambini e non. Perchè anche il turismo familiare potrebbe essere uno dei bacini di utenza da cui attingere.

Resta il fatto che in futuro l’antico maniero avrà bisogno di dimostrarsi più sostenibile dal punto di vista economico. Per questo, accrescerne la capacità di attrazione diventa prioritario. E non lo sarà mai se gli ingressi resteranno chiusi o aperti in orari discutibili delle due ore di solleone, tra le 12 e le 14, in due mesi estivi. Come nel 2017. Gli assessorati e la Parchi dovrebbero aver già elaborato delle linee operative e probabilmente dopo l’incontro odierno saranno più chiari i tempi e le modalità di attuazione.

E’ possibile che non tutto possa essere completato a breve. Ma un utilizzo meno penalizzante e più rispettoso degli investimenti pubblici che ci sono stati, dovrebbe essere fattibile. Tra gli interventi da eseguire, la sistemazione della Corte pentagonale, dei camminamenti e dei giardini. In cantiere anche il ripristino della Casermetta per usi diversi dall’attuale funzione di magazzino. Funzione che dovrebbe

essere attribuita ai locali del pianterreno del Castello, in vista della migliore sistemazione di aree interne attualmente sacrificate a questo uso. I lavori includono la messa a norma delle spalliere di sicurezza del grande terrazzo panoramico, attualmente inutilizzato. Un gran peccato.

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