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Manciulli verso Fincantieri, per l’affare Naval Group

L’amministratore delegato, Bono, vuole sfruttare i rapporti con la Francia dell’ex presidente della delegazione italiana all’assemblea parlamentare Nato

PIOMBINO. Andrea Manciulli, non ricandidato dal Pd tra le polemiche alle ultime elezioni, pare aver trovato una nuova dimensione professionale in cui certo ha un peso l’esperienza politica accumulata negli ultimi anni, dove in particolare si è occupato di difesa ed esteri.

Secondo quanto scrive Gianni Dragoni, inviato del Sole 24 ore, sul suo blog “Poteri deboli”, Manciulli sarebbe in procinto di approdare in Fincantieri.

A volere in Fincantieri l’ex presidente della Delegazione parlamentare italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato è l’amministratore delegato Giuseppe Bono, per sfruttare i rapporti di Manciulli in Francia (l’ex deputato piombinese, amico dell’ex candidata socialista alle presidenziali 2007, Segolene Royal, ha studiato a Parigi e la moglie è francese), nella complessa trattativa con Naval Group in cerca di un accordo nelle navi militari e nella difesa, a valle dell’acquisizione, non ancora perfezionata, del 50% della società cantieristica Stx.

L’accordo Fincantieri-Naval Group, finalizzato a costruire un gigante mondiale nella costruzione navale, con diramazioni nelle commesse per sistemi d’arma, radar, elettronica, con l’elezione del presidente Macron da paritario è diventato più favorevole all’industria francese.

Il compito di Manciulli sarebbe quello di facilitare un’intesa con i francesi, a cui lavora già una commissione mista italo-francese incaricata del negoziato, che sia sotto la supervisione dei due governi. Il Governo italiano attraverso Fintecna controlla il 71% di Fincantieri.
 

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