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Donatori di sangue in diminuzione ma le necessità crescono

Avis, Fratres e Ail al lavoro per sensibilizzare soprattutto i giovani. E i  medici del Trasfusionale incontrano i ragazzi delle quinte superiori

PIOMBINO. Donare il proprio sangue significa porgere agli altri una parte del proprio essere, compiendo un atto solidale che spesso si rivela fondamentale per la comunità. A Piombino, nel 2017, secondo i dati forniti dal Centro trasfusionale dell’ospedale di Villamarina, ci sono state 3.266 donazioni di sangue, per un totale di 1.913 donatori, e 1.368 di plasma, attribuibili a 647 donatori.

I numeri, però, risultano in diminuzione rispetto agli anni precedenti e, attualmente, c’è urgente bisogno di sangue di gruppo zero negativo e di plasma, gruppo AB.

«La necessità, in realtà, c’è quasi sempre, ma, per quanto riguarda lo zero negativo, in questo periodo siamo in emergenza – dice la dottoressa Elena Patierno, del Centro trasfusionale dell’ospedale di Villamarina -. Credo che il calo delle donazioni sia attribuibile anche alla crisi in cui versa la città. Le possibilità di impiego, infatti, non sono molte e parecchie persone hanno deciso di trasferirsi».

Una simile impressione tempo fa era stata espressa anche dal presidente dell’Avis di Piombino, Enzo Gilardetti, secondo il quale «la diminuzione delle donazioni in parte è probabilmente dovuta alla situazione socioeconomica della città. Molti giovani, infatti, sono costretti a lasciare Piombino per cercare lavoro ed è sempre più difficile trovare il tempo per donare».

Tuttavia, afferma la dottoressa Patierno, la quale in precedenza ha lavorato presso strutture ospedaliere di Firenze, «l’impressione è che a Piombino ci sia una cultura diversa del donare. Le persone qui credono di più nel loro gesto rispetto ad altri luoghi e sono molto seguite dalle associazioni».

Un donatore che fa riferimento all’associazione Fratres è Riccardo Marchionni, piombinese di 36 anni. Lui ha sempre avuto paura degli aghi, ma è un limite che ha superato, perché ritiene che la donazione di sangue sia un gesto di solidarietà importante, oltre che un aiuto concreto per la comunità. «Mi sono avvicinato alla donazione di sangue tramite amici – afferma - . In questo modo cerco di dare una mano agli altri. Credo fermamente che sia indispensabile avvicinare sempre più persone a compiere gesti di solidarietà nei confronti degli altri. Io, personalmente, dono sangue, non plasma, e lo faccio da tre anni. Ad aprile sarà la mia ottava volta».

Per sensibilizzare i più giovani alla pratica della donazione del sangue, ogni anno, vengono organizzate delle iniziative all’interno delle scuole superiori, che coinvolgono, oltre ai rappresentanti del Centro trasfusionale, anche Avis, Fratres e Ail. «Quest’anno  – dice la dottoressa Patierno -. Andremo a parlare con i ragazzi delle classi quinte degli

Istituti superiori per spiegare loro in che cosa consiste la donazione. Queste iniziative di solito funzionano, alla fine del ciclo di incontri - conclude la dottoressa del Centro trasfusionale di Villamarina - sono diversi i ragazzi che scelgono di mettere a disposizione il loro sangue».

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