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STORIE PIOMBINESI

Scatti di strada tra memorie di Cinecittà

Matteo Zannoni, fotografo e impegnato nell’Archivio Luce, ora nel collettivo “Eyegobananas” al lavoro sul primo evento fotografico “Street Photo Milano”

PIOMBINO. «Scatti come un racconto lungo, intimo, talvolta noir, dove provo a trasformare l’ordinario in momenti sospesi...» Matteo Zannoni giovane fotografo di strada si racconta. Storie in parole mentre scorrono immagini proiettate davanti a una platea attentissima, nella sede del Fotoclub Il Rivellino (in via Modigliani). Matteo, 36 anni, in città fino agli anni dell’Università. Poi corso post laurea in produzione cinematografica, tirocinio all’Archivio Storico Istituto Luce che poi diventa lavoro. Lo cerchi sul web e lo trovi nel collettivo “Eyegobananas” al lavoro sul primo evento fotografico “Street Photo Milano” (in partnership con il Miami Street Photography) che si propone di presentare il meglio della street photography e della fotografia documentaria contemporanea. 

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«Il festival – spiega Matteo – è organizzato anche grazie al nostro supporto e le date vanno dal 28 aprile al 6 maggio. I più partecipi ovviamente sono i due ragazzi del collettivo che vivono a Milano. Tutti "i non milanesi" aiutano soprattutto con idee e spunti per il programma degli eventi.Tutto per favorire l’interazione culturale tra fotografi affermati e emergenti, esperti, amatori e comunità...». Ora, senza mai accantonare la passione per le foto (neo babbo di Pietro), impegnato nella realizzazione del festival internazionale e nell’ufficio commerciale dell’Archivio Luce, appena può torna a Piombino dai genitori; occasione colta al volto dal Fotoclub in una serata per solo posti in piedi.


Dall’acciaio della città d’origine, dall’artigianato di famiglia (fin dal nonno materno Vinicio Giuntoli, tra gli idraulici “storici” più ricercati) a tutt’altro, costantemente a caccia di bellezza. «Ho fatto l’Istituto tecnico commerciale – ricorda Matteo – ero un po’confuso, non credevo di ritrovarmi interessato ad un corso umanistico. Prima Siena e poi Roma affrontando una triennale in ambito umanistico ad indirizzo cinema ed infine una laurea magistrale in forme e tecniche dello spettacolo. Sono questi gli anni in cui mi avvicino alla fotografia e per la precisione alla “strada”, allo scatto singolo, del momento, una visione ancora acerba, istintuale. Ai maturandi non posso che consigliare di seguire le proprie passioni. Mai perdere la voglia di ritagliarsi un piccolo spazio per continuare a fare quello che sentono davvero dentro».

Matteo Zannoni
Matteo Zannoni

Passione per la fotografia che ha radici in famiglia visto che il padre di Matteo Marco Zannoni, da giovane fidanzato di Giovanna Giuntoli si dedicava allo  sviluppo delle foto da Androvandi. «Ho ricordi durante le estati di me da bambino in mezzo ai nonni, agli zii, a tutti i parenti sempre pronti a scattare – dice Matteo –. Quando ho cominciato a fotografare, col babbo abbiamo riutilizzato strumenti che usava in camera oscura e che aveva conservato...».


Massimo l’appoggio della famiglia (Matteo ha anche una sorella, psicologa, che lavora col tribunale dei minori di Firenze), ma niente è semplice. «Laurea magistrale in forme e tecniche dello spettacolo all’Università La Sapienza di Roma – racconta – ho passato un po’di tempo col morale non proprio alto. Trovare lavoro per gli studi fatti non era semplice. Così ho cominciato a girare per la città con una vecchia reflex analogica di mio padre. In questo modo ho scoperto la fotografia di strada, fotografia che si è poi trasformata e sta piano piano, seguendo i miei mutamenti, proiettando in immagini i miei studi cinematografici, i miei gusti e passioni. Devo ad un corso post laurea in produzione cinematografica il tirocinio all’Archivio Storico Istituto Luce, poi diventato il mio lavoro. Però pure sul tirocinio la sto ria è “buffa”: dopo i 3 mesi di impegno non avevo più sentito nessuno per un anno; ero a Berlino sempre per strada – prosegue Matteo –, sempre a fotografare e un giorno mi arriva la telefonata da Roma, hanno bisogno, corro. Inizia un periodo difficile fatto di contratti a tempo determinato, di affitti su affitti, di insicurezze che andavano a riflettersi sul mio modo di fotografare. Con tanta fatica e pazienza – conferma – è arrivato dopo cinque anni il contratto a tempo indeterminato che mi vede impegnato nell’ufficio commerciale dell’Archivio Storico Luce Cinecittà. Mi occupo – spiega – delle trattative e delle licenze dei diritti di utilizzo del materiale di repertorio audiovisivo e fotografico, della ricerca e selezione del materiale richiesto dai clienti: produzioni cinematografiche e documentaristiche sia italiane che straniere, Rai Mediaset La7. . . » .

Street photo: ogni immagine come  un...
Street photo: ogni immagine come un racconto di vita


Nel 2015 vince un concorso della Leica Akademie e partecipa ad una residenza d’artista – nelle Langhe a rimappare la zona patrimonio Unesco, sponsor Regione Piemonte – con Harry Gruyaert dell’agenzia Magnum; esperienza che cambia il suo modo di pensare la fotografia. «Nel futuro prossimo? – conclude – Mi vedo sempre più impegnato all’Archivio, magari con ruoli che mi diano la possibilità di crescere e perché no, di utilizzare il mezzo fotografico. Da un po’sto leggendo i miei scatti come un racconto, dove provo a trasformare l’ordinario in momenti fluttuanti. Street photography e fotografia personale iniziano così a vivere assieme, come in un film intricato, personale e assolutamente... equivoco». Decisione, determinazione, si può.

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