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Magona, Calenda chiama Arvedi

Il Governo potrebbe sostenere investimenti per una nuova verniciatura

PIOMBINO. Si è tenuto al Mise il primo incontro sul tema Magona, presenti il ministro Carlo Calenda, le organizzazioni sindacali, l’azienda, il sindaco Massimo Giuliani, e Gianfranco Simoncini per la Regione.

I sindacati hanno evidenziato l’inaccettabilità del preliminare di accordo tra Mittal e Arvedi con le sue ricadute sociali che mette a rischio 60 posti nella verniciatura, e hanno chiesto che il problema pendente su Magona «si risolva un minuto prima o parallelamente alla soluzione del problema Ilva di Taranto».

«L’azienda dal canto suo – dice una nota di Fim, Fiom e Uilm – ha teso a rivendicare la necessità dell’impianto del preliminare siglato con Arvedi. Il Governo ha riconosciuto che la questione Magona sta dentro la soluzione del problema di Taranto e che ritiene opportuno riconvocare il tavolo alla presenza di Arvedi per la discussione del loro piano industriale. Scopo della riconvocazione sarà verificare se vi siano soluzioni a supporto di eventuali investimenti da sostenere anche da parte del Governo per risolvere problema».

« Le questioni sul tappeto sono due – dice Giuliani – quella di sociale con la necessità di impedire il trasferimento di 60 lavoratori, e la questione industriale, perché la verniciatura rappresenta il 25-30 % per cento

di produzione. In presenza dunque di un piano industriale e occupazionale valido, e in caso di interesse in questo senso da parte di Arvedi, il Governo potrebbe anche valutare la possibilità di sostenere investimenti per realizzare un nuovo reparto di verniciatura a Piombino».
 

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