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Testamento biologico, strada in salita

La legge è in vigore e i registri nei Comuni ci sono. Paradisi: «Ma siamo ancora in attesa delle disposizioni ministeriali»

PIOMBINO. Dopo mesi di polemiche e migliaia di emendamenti, a dicembre è stata approvata in Senato la legge sul testamento biologico, entrata in vigore lo scorso mercoledì. Sono otto gli articoli presenti nella normativa che disciplina le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), con le quali ogni cittadino, maggiorenne e capace di intendere e volere, può indicare i trattamenti sanitari da ricevere (e quelli a cui rinunciare) nel caso eventuale non dovesse essere più in grado di esprimersi e prendere decisioni in modo autonomo. In Val di Cornia i Comuni nel loro piccolo si sono organizzati. I registri ci sono, ma manca tutte le disposizioni dello Stato che permettano un collegamento col servizio sanitario.

A chiarire, i contenuti è l’associazione Luca Coscioni (www.associazionelucacoscioni.it) che per anni si è impegnata per l’approvazione della legge. In sostanza, il biotestamento può essere scritto di proprio pugno o compilando un modulo prestampato.

Se però le condizioni fisiche non lo permettono, è possibile fare una videoregistrazione con i dispositivi tecnologici che consentono alle persone con disabilità di comunicare. Inoltre, la legge invita (ma non obbliga) a delegare un fiduciario che, nel caso, si assuma di interpretare le Dat, ferma restando l’opportunità di modificarle dall’interessato in qualsiasi momento.

E una volta compilato, cosa farne del testamento biologico? Diverse cose: trasformarlo in atto pubblico presentandolo a un funzionario del Comune o a un qualsiasi pubblico ufficiale, come un notaio; oppure, procedere con una scrittura privata, facendo autenticare la firma. È quindi possibile consegnarlo allo stato civile del Comune di residenza che provvede all’annotazione in un apposito registro, se istituito, oppure presso un notaio. Non solo, lo si può consegnare anche alle strutture sanitarie, qualora la Regione di residenza ne regolamenti la raccolta o, in alternativa, darne una copia a una persona di fiducia. Insomma, finalmente – per quanti hanno o potranno avere intenzione di avvalersi di uno strumento indispensabile dell’autodeterminazione – la legge è in vigore.

Restano però da chiarire diversi punti, tanto che i Comuni restano in attesa. Di cosa? «Delle disposizioni ministeriali – afferma Federico Paradisi, responsabile del servizio demografico del Comune di Piombino –. La legge è in vigore, certamente, ma fin quando non riceveremo indicazioni sull’attuazione della stessa, non possiamo fare niente». Piombino dal 2010 ha un registro comunale delle Dat, a dire il vero con pochissime iscrizioni (una decina). Uno strumento chiaramente ad oggi sorpassato dalla legge approvata in Senato a dicembre. «Il problema non è il registro – spiega Paradisi –. Quello si fa anche subito. Il punto è un altro. Per avere un senso, il testamento biologico dovrà essere inserito in un albo nazionale a disposizione, all’occorrenza, del servizio sanitario. E i Comuni come dovrebbero trasmetterlo? In pdf, in copia autenticata, tramite registrazione su un sito? Bisogna che la Regione si esprima. Se una persona viene e vuol lasciare il testamento biologico l’ufficio dello stato civile lo prende, ma resta lì. Il mio consiglio, perciò, in attesa delle disposizioni attuative è di fare una scrittura privata, farla autenticare in Comune e poi consegnarla a un fiduciario».

Stessa storia negli altri Comuni. «Abbiamo da tempo un registro comunale per le volontà sul fine vita – dice Teresa Paradiso, segretario dell’amministrazione di Campiglia – Al momento siamo, come tutti, in attesa di disposizioni quantomeno dalla prefettura. D’altra parte rispettiamo la normativa e raccogliamo gli eventuali testamenti biologici come abbiamo fatto sinora».

«Mancano le disposizioni attuative – afferma il responsabile servizi demografici del Comune di San Vincenzo, Giorgio Ghelardini – Avendo però già da tempo un

registro comunale del testamento biologico, li prendiamo comunque». Diversa la situazione per Suvereto, dove non c’è mai stato un registro per le Dat e dove al momento, fanno sapere dall’ufficio competente, non ritirano eventuali testamenti biologici fin quando non sarà attivata la procedura.

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