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Sanità, il comitato vuole delle certezze

Ancora troppi dubbi sulla tenuta dei reparti e timore per l’ipotesi di un’area unica medico-chirurgica

PORTOFERRAIO. «Quale futuro per la sanità dell’isola d’Elba». È la domanda che il comitato Elba sanità pone pubblicamente, preoccupato per alcuni nodi irrisolti sul destino dell’ospedale. Il comitato spiega come, dal 2009 al 2018, siano cambiate molte cose. Ma gli interrogativi non mancano.
«Dopo le dimissioni del dottor Mumoli, siamo in attesa della nuova nomina del direttore dell’unità operativa complessa di medicina che ci auguriamo avvenga prima possibile. Quale sarà inoltre il futuro dei reparti chirurgici: chirurgia e ortopedia? È stata più volte ventilata l’ipotesi di un’area unica medico-chirurgica: corrisponde al vero?».

Secondo il comitato Elba Sanità la strutturazione del presidio ospedaliero di Portoferraio in quanto insulare dovrebbe prevedere un rinforzo dei reparti, garantendo un nucleo operativo efficiente e stanziale sull’Isola e l’utilizzo delle risorse della rete aziendale, facendo sinergia. «Un’organizzazione basata essenzialmente sulla rete è facilmente vulnerabile in quanto in caso di avversità meteo il sistema va in crisi – spiegano dal comitato – Non si trovano medici ed infermieri disposti a venire sull’Isola? È vero che per alcune specialità è difficile trovare personale (es. pediatria), tuttavia occorre anche essere tempestivi nelle assunzioni, altrimenti i vincitori del concorso troveranno soluzioni in altre zone. La carriera è importante; da quando c’è stata una diminuzione di primariati e di figure di responsabili di reparto sull’Isola, l’interesse sembra essere spostato sul continente».

Secondo il comitato sul territorio occorre maggiore attenzione ad alcune problematiche riguardanti bambini e pazienti fragili in generale. «Andrebbero implementate per essere meglio fruibili dall’utenza. Questi aspetti sono stati segnalati dal comitato Elba Sanità sia all’assessore Stefania Saccardi, sia alla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis. Sarebbe inoltre opportuno un maggior dialogo tra cittadini ed istituzioni, perché un confronto costruttivo potrebbe essere un arricchimento per tutta

la comunità elbana. In quest’ottica sarebbe auspicabile la presentazione del piano sanitario ai cittadini firmato il 28 dicembre dalla conferenza dei sindaci e presentato in Regione, consentendo a tutti di conoscere il lavoro fatto dai sindaci e dall’Asl con uno scambio proficuo di opinioni»

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