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Acciaierie di Piombino si va verso un nuovo commissariamento

Dall'incontro al Mise è emersa la volontà del ministro Calenda di presentere due istanze, di insolvenza per Cevital e di amministrazione straordinaria per Aferpi

PIOMBINO. Alle acciaierie di Piombino si va verso un nuovo commissariamento: nell’incontro che si è svolto martedì 6 al Mise, il ministro Carlo Calenda ha informato i sindacati che è partita la diffida al collegio sindacale di Aferpi per la convocazione dell’assemblea da tenersi entro 15 giorni.

Trascorso questo termine il ministro ha annunciato che presenterà le due istanze, di insolvenza per Cevital e di amministrazione straordinaria per Aferpi. «I tempi previsti per queste due istanze – riferiscono Fim, Fiom e Uilm – sono: immediato per l’amministrazione straordinaria e un mese dalla presentazione della richiesta per l’insolvenza. Una procedura questa che mette al riparo anche da eventuali tentativi di ricapitalizzazione in quanto – come dichiarato dal ministro – Aferpi rischia di non partecipare alla gara avviata dalle Ferrovie dello Stato, con un grave rischio di perdita del patrimonio aziendale».

Calenda infine, ha annunciato di aver ricevuto questa settimana una lettera di Cevital in cui il presidente Issad Rebrab ha dichiarato di voler incontrare Sajjan Jindal per cercare un accordo tra le parti. Se l’accordo fosse confermato da un atto formale il ministro si è detto in condizione di interrompere la procedura e riconvocare le parti per valutare insieme come procedere.

"Non posso non esprimere una forte preoccupazione, il tempo passa e la situazione non si sta sbloccando o almeno questo risulta". A dirlo  il presidente regione Toscana, Enrico Rossi, che entrando al ministero dello Sviluppo economico - dove si sta tenendo un tavolo dedicato a questo tema - ha aggiunto di avere ancora fiducia nel lavoro del ministro Carlo Calenda domandandosi per soprattutto "che fine abbiano fatto le proposte assai interessanti di eventuali compratori che si erano fatti avanti con un'idea di un rilancio forte dell'azienda, di riattivare l'altoforno, produrre acciaio e far lavorare i laminatoi".
   Rossi si chiede che fine abbiano fatto queste proposte (nelle puntate precedenti si era parlato, tra gli altri, di Jindal e British steel ndr), soprattutto in vista della prossima gara delle ferrovie per la fornitura delle rotaie e aggiungendo "siamo molto preoccupati perché Rfi  l'unico cliente rimasto e se Piombino non partecipasse alla gara sarebbe davvero un problema". Il governatore ha concluso augurandosi fortemente che  si arrivi a dei primi

risultati, "lo Stato deve adoperare tutti i suoi poteri per impedire che tutto vada a finire in malora, si tratta della perdita di un asset fondamentale nel luogo in cui la siderurgia europea  nata e c'è di mezzo la vita di migliaia di lavoratori, una cosa enorme per tutta la Toscana".

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