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Tecla, il talento del canto debutta in tv con la fiction

La quattordicenne allieva di Gianna Martorella avrà un ruolo nell’“Allieva”su Raiuno «Prima di scoprire la recitazione pensavo di voler solo disegnare, cantare e suonare

PIOMBINO. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché sotto l’aspetto fragile di ragazzina timida, Tecla Insolia – 14 anni, radici siciliane, piombinese d’adozione– ha un carattere forte e determinato, di quelli che si spezzano ma non si piegano. Nata a Varese e approdata a Piombino quando non aveva ancora un anno, prima di tre fratelli (il secondo, Gioele, ha dodici anni e il terzo, Santiago, uno), due cani (Hulk e Pepe) e un coniglietto nano di nome Bambi, la Insolia si definisce una ragazza matura, una buona figlia e una brava studentessa. Dice di amare moltissimo storia dell’arte, però confessa di trovare un po’ difficile la matematica.

Talento del canto, Tecla da quattro anni studia anche recitazione nell’Accademia Le Muse di Gianna Martorella e a breve sarà presente con un piccolo ruolo nella seconda serie della fiction di Raiuno “L’allieva”, con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale. Un evento che aspetta con entusiasmo pur sapendo che è solo l’inizio di un lungo e difficile cammino.

«Da quando ho detto la prima parola ho iniziato a cantare», confessa Tecla spiegando che a due anni strimpellava già il pianoforte e che a quattro mamma e babbo, constatando la sua propensione, l’hanno iscritta a una scuola di canto.

In tutto questo la scelta di frequentare dopo le medie la scuola per grafici pubblicitari da cosa deriva?

«In realtà avevo scelto il liceo artistico per disegnare e dipingere o il liceo musicale, per imparare a suonare il pianoforte o il violino. Ma le due scuole sono a Grosseto, così con i miei genitori abbiamo cercato un’alternativa».

Sei nata il 13 gennaio 2004 a Varese. Per caso o perché la tua famiglia a quei tempi viveva là?

«Mio padre a quei tempi lavorava in un’azienda del Nord. Poi siamo venuti a Piombino. Ero piccolissima e di quel breve periodo lombardo non ricordo niente».

La tua famiglia ha origini siciliane. Di dove?

«Mamma è di Solarino e babbo di Floridia, due paesi in provincia di Siracusa».

Come mai hanno scelto di stabilirsi a Piombino?

«Perché ci abitavano dei parenti e sapevano che era un posto tranquillo».

Sei la sorella maggiore di due maschi. Che rapporto hai con i tuoi fratelli?

«Ottimo. Con Gioele, più piccolo di me di due anni, litighiamo come la maggior parte dei fratelli ma ci vogliamo molto bene. E a Santiago che ha sedici mesi faccio spesso da baby sitter, perciò mi sento la sua seconda mamma».

Veniamo al tuo amore per la musica. Non ti è stato imposto come spesso si fa con i bambini?

«Per niente. Fin da piccola a chi mi chiedeva cosa avrei voluto fare da grande rispondevo: “Quello che mi piace”. E se dicevo “no” nessuno riusciva a convincermi del contrario».

Sei ancora cosi determinata?

«Sì, anche se non so bene che strada prenderò, perché come tanti miei coetanei ho ancora le idee confuse. Prima di scoprire la recitazione, pensavo di voler solo disegnare, cantare e suonare. Frequentavo – e frequento tuttora – a Piombino la scuola di musica Woodstock Accademy diretta da Gianni Nepi ed ero soddisfatta. Poi, grazie alle Muse e a Gianna Martorella, che mi ha fatto conoscere un mondo meraviglioso, mi sono appassionata al teatro e adesso mi piace cantare ma anche recitare».

Mamma o babbo. Chi ti assomiglia di più nel carattere?

«La mamma, che quando vuole una cosa procede per la sua strada senza fermarsi. Come faccio io».

Ti senti più siciliana o più toscana?

«Non mi sento siciliana, ma neanche toscana o lombarda. Sono italiana e basta. Amo il mio Paese, anche se un giorno me ne andrò all’estero, perché non sopporto la corruzione, i compromessi e la difficoltà che hanno i giovani in cerca di lavoro, in tutti i campi e ancora di più in quello dello spettacolo».

Ci sono attori o cantanti che ti hanno ispirato o ti ispirano?

«Fra gli attori mi piace molto Leonardo di Caprio, che ritengo uno dei migliori di quest’epoca. Uno che riesce a trasformarsi in ogni ruolo, che oltre a essere bello è un grande professionista. Per quanto riguarda i cantanti mi piacciono quelli degli anni 60-80-90, mentre non amo quelli di oggi, perché la musica è molto commerciale, i testi non hanno senso, soprattutto quelli delle canzoni italiane».

Parliamo di scuola. Come mai ti piace tanto Storia dell’arte?

«Grazie a questa materia ho imparato a vedere le opere d’arte da una prospettiva diversa e ho capito quale emozione può dare un bel quadro».

Dunque vai spesso a visitare i musei.

«Sì. Recentemente sono stata a Pisa a vedere la mostra “Oltre il possibile” di Escher. Bellissima!».

E hai provato emozione?

«Molta. In particolare mi ha colpito un quadro che raffigura Escher mentre tiene una palla di vetro in mano. Sono rimasta a guardarlo a lungo incantata, anzi più che guardarlo l’ho osservato...Credo che l’osservare sia molto diverso dal guardare».

Degli artisti del passato chi ti piace?

«I Macchiaioli italiani, Klimt, ma più di tutti Van Gogh, perché nei suoi dipinti vedo una grande malinconia».

Tecla Insolia è malinconica?

«No, anche se penso sempre negativo».

Come mai?

«Per mettermi al riparo dalle delusioni. Se penso negativo e mi arriva qualcosa di positivo sono contenta, mentre se accade un fatto negativo mi trova mentalmente preparata».

Qual è la qualità migliore del tuo carattere?

«La maturità. Rispetto alle mie coetanee, infatti, ragiono più da persona matura e faccio cose più da grande».

E il tuo maggior difetto?

«Difetti fisici ne ho tanti, anzi li ho tutti. Ma se si parla di difetti di carattere direi che ragiono troppo dietro a cose che poi risultano banalissime e non riesco a prendere la vita con leggerezza».

In cosa non ti piaci fisicamente?

«In niente. Su questo sono un po’ come le mie coetanee».

In che senso?

«Nel mondo esistono stereotipi di bellezza assurdi e quando mi guardo allo specchio mi dico che io non sono per niente bella».

Pensi che esista la perfezione e che rappresenti la ricetta per la felicità?

«No, ma essere belli aiuta».

Ma tu sei bella!

«No, non lo sono e vorrei tanto cambiare tutto di me».

Sei favorevole alla chirurgia estetica?

«Sono contro, ma se avessi un’altra mentalità mi rifarei».

Come vorresti essere?

«Capelli scuri, occhi verde–azzurro, naso più diritto, bocca carnosa, figura alta e snella... Come Angelina Jolie, o Megan Fox. Questo però lo penso adesso e magari, quando sarò adulta, capirò che nella vita ci sono cose più importanti dell’aspetto fisico».

Fai una dieta o sei golosa e mangi di tutto?

«Sto abbastanza attenta, anche se quando ho tanta fame mangio tutto quello che trovo. E ho gusti semplici: mi piacciono le patate bollite con l’olio – ma quello buono– e con tanto sale».

Hai un’amica del cuore?

«Purtroppo no. Nei rapporti con i coetanei sono un po’ sfortunata. Mi lego a gente che non merita il mio affetto e quando penso di aver trovato la persona giusta provo sempre una grande delusione».

Credi di suscitare qualche invidia per quello che fai?

«Penso di sì. Anche da parte di chi non mi sarei mai immaginata. E mi dispiace molto, perché se qualcuno a cui voglio bene raggiungesse degli obiettivi io sarei molto ma molto felice».

Ma i compagni di scuola cosa ti dicono a proposito dei tuoi impegni?

«Mi prendono in giro, ma io rispondo che al contrario di loro che pensano solo con chi uscire e cosa fare, un obiettivo nella vita ce l’ho».

Le critiche però ti danno fastidio?

«Anche

se ne soffro vado avanti diritta per la mia strada».

Sogni spesso a occhi aperti?

«Qualche volta sì e la sera quando vado a letto metto sempre la musica di Bach: il Preludio. Poi mi addormento e quasi sempre sogno».


 

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