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PROGETTO EUROPEO

Cacciatori in rivolta: «Ibis mai abbattuti sul Promontorio»

Le associazioni venatorie: «Gli episodi a Populonia Stazione» Waldrappen: «Basta col bracconaggio, danneggia tutti noi»

POPULONIA. Gabriel nel 2011 tra Baratti e le Scope (vicino a Populonia), come Hella nel 2014 tra le Scope e la stazione, o Liethe a le Scope nel 2017. Questi gli ibis uccisi con una fucilata dal documento Waldrappteam (progetto europeo reintroduzione) alla Regione e da qui ai carabinieri e a tutti gli altri enti. Per la sezione comunale Federcaccia e regionale di Libera Caccia le accuse di possibile coinvolgimento sono da respingere al mittente (se non da denuncia), mentre si conferma massima collaborazione al progetto ibis, concentrandosi sul fatto che le uccisioni non sono accadute sul Promontorio (da sempre al centro di conflitti tra ambientalisti e cacciatori locali).


«Come riportato più volte, la provincia di Livorno, in Toscana – interviene Nicoletta Perco Italian Project Management Waldrappteam –: , è una delle aree a maggiore rischio per il bracconaggio degli ibis eremita in Italia. In una recente lettera indirizzata alla Regione abbiamo chiesto misure urgenti per garantire la sicurezza dei nostri uccelli durante il viaggio di migrazione ed il soggiorno qui, anche per evitare nuovi danni ambientali. “Il Tirreno” ha pubblicato un articolo sull’argomento – prosegue –, in cui anche il Wwf Livorno sottolinea l’urgente necessità di un corridoio di migrazione sicuro non solo per l’ibis ma anche per altre specie migratorie a rischio di estinzione. Corridoio sicuro che potrebbe essere garantito con severi controlli delle forze dell’ordine, da parte delle associazioni e da parte di volontari con un importante contributo delle principali associazioni venatorie. Realtà questa – ricorda Perco – già attiva ma che andrà implementata. Grazie ai trasmettitori Gps di cui, dal 2011, sono dotati gli uccelli del progetto, siamo in grado di risalire velocemente al luogo in cui sono stati feriti o uccisi e quindi di identificare con una accuratezza le regioni più interessate dal bracconaggio».

Conferma Fabio Cianchi, responsabile Oasi Wwf del grossetano, compresa quella di Orbetello che accoglie ibis a svernare «il problema è sempre lo stesso: il ritorno. Ottobre momento di massima pressione su tutta la fauna selvatica. Il problema degli abbattimenti degli ibis è serio e sentito ovunque, nel 2017 un esemplare fu colpito nel preparco dell’Uccellina».

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Per Mauro Franceschini presidente della sezione comunale Federcaccia «non ci risulta che alcun ibis sia stato abbattuto nel Promontorio. Certe affermazioni dal mondo ambientalista rappresentano una strumentalizzazione e certi passaggi appaiono diffamatori di un’intera categoria che, contrariamente a quanto si vorrebbe far credere, lavora per la tutela dell’ambiente e per la cura del territorio».

Anche il presidente regionale Libera Caccia Alessandro Fulcheris conferma «nessun caso di abbattimento di ibis a Populonia. Sul Promontorio non sono mai accaduti casi simili e se ne può chiamare a testimoni gli agenti preposti al controllo. Solo il caso di San Vincenzo, del 2012 è stato accertato e si tratta di una persona con licenza di caccia, sanzionata e punita. Grazie alla collaborazione in essere tra Walddrapp ed associazioni venatorie c’è un’informazione capillare attraverso i social sugli ibis».


«Nessuna accusa ai cacciatori – sottolinea Perco – ma bisogna ammettere che il problema bracconaggio c’è e va combattuto insieme, perché danneggia tutti. La popolazione ibis eremita consta di circa 90 soggetti migratori e la perdita di pochi individui rappresenta grave danno non solo per il progetto europeo, ma anche un grave danno ambientale per tutta l’Europa». Che sia davvero buon vento per ibis & c.
 

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