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STORIE PIOMBINESI

L’acciaieria diventa drago (buono) in una favola

“Storie per merenda” di Sara Poggiali e Miriam Borgioli

PIOMBINO. "C’è un mostro di acciaio rugginoso che dorme adagiato su una spiaggia di fronte a un’isola meravigliosa...”.

L’acciaieria che diventa drago, protagonista di una favola per bambini con, collegata, la ricetta dei frati (bomboloni col buco di Piombino, "prepararli" è una delle attività spettacolari che vengono attribuite al mostro d'acciaio) nel libro “Storie per merenda” di Sara Poggiali e Miriam Borgioli. Volume che le due autrici hanno stampato in collaborazione con Tap grafiche e presentato a Poggibonsi prima di Natale.

«Le donazioni raccolte – spiega Sara Poggiali (mamma medico, dermatologa e allergologa pediatrica che visita anche in città visto che ormai è anche un po' piombinese, merito del marito) – saranno devolute all’asilo Umberto I di Poggibonsi che dal 1869 segue la crescita di tanti piccoli. Invento storie e pasticcio in cucina da quanto frequentavo lo stesso asilo – dice – e ho scritto questi racconti per mio figlio Francesco ma anche per tutti i bambini che incontro... Miriam disegna con passione e segue le lezioni all’Accademia belle arti di Bologna, è grazie a lei se questo librino è ancora più bello». Un gigante d’acciaio buono, grazie alla natura, che commuove davvero. 

«E la storia è dedicata a tutti i nonni e al loro lavoro nelle acciaierie che ci ha permesso di essere ciò che siamo» conclude Sara Poggiali.

 

IL MOSTRO D’ACCIAIO.

A TUTTI I NONNI E AL LORO LAVORO CHE CI HA PERMESSO DI ESSERE CIO’ CHE SIAMO

  C’è un mostro di acciaio rugginoso che dorme adagiato su una spiaggia di fronte ad un’isola meravigliosa e lussureggiante.
Dorme il mostro gigante, con la panciona all’aria, le fauci chiuse e le enormi narici spente.
Quando ero molto piccolo il mostro era ancora sveglio e, se arrivavo di notte, riuscivo a vedere le sue fiamme rosse, gialle e talvolta blu che si stagliavano minacciose contro il cielo d’estate. Il mostro divorava tonnellate e tonnellate di ferro e carbone, tutti i giorni e faceva enormi rutti traboccanti di gas e pulviscolo che talvolta riuscivano ad oscurare persino il sole d’Agosto.
Il mio nonno è entrato più volte nella pancia del mostro e dice che là dentro faceva davvero un gran caldo… l’aria sembrava più calda dell’olio bollente che si usa per friggere i bomboloni!
Il mostro non era cattivo e si era lasciato addomesticare.
Tanti altri nonni come il mio si agitavano in quel pancione.
Come formichine operose i nonni raccoglievano e lavoravano tutto l’acciaio fuso che colava dalle sue fetide budella dopo che il mostro aveva digerito ferro e carbone. Con l’acciaio
del mostro si costruivano le rotaie per i treni ma anche le strutture metalliche dei grattacieli (proprio come quello che a New York viene scalato da King Kong e che ho visto in un film
che mi piace tanto).
Invecchiando, però, lo stomaco e le budella del mostro non riuscivano più digerire la miscela infernale che tutti i giorni gli veniva servita.
Ad un certo punto i nonni hanno dovuto smettere di dargli da mangiare e così lui è andato in letargo: la sua enorme pancia si è pian piano raffreddata e le sue narici si sono spente.
Potenti e strateghi hanno cercato in tutti i modi di risvegliare il mostro dormiente ma non ci sono riusciti. Così il gigante di lamiera continua a dormire, stanco, immobile e vuoto.
Tuttavia, mentre il mostro riposa, la Natura piano piano lo sta accogliendo tra le sue braccia materne e tra le lamiere si avviluppano tralci d’edera, sopra l’enorme ventre crescono lentisco, alloro e piante di corbezzolo.
Le rondini hanno fatto i nidi nei sottotetti e le ciminiere son pronte ad accogliere delle cicogne. Sotto gli enormi tubi di raffreddamento, ormai

freddi essi stessi, le gatte partoriscono i gattini mentre giganteschi pesci crescono e si riproducono felici nell’acqua tiepidina che lo lambisce.
Forse il gigante buono ne è cosciente ed è contento: si gode serenamente la sua vecchiaia come tanti nonni che sono andati in pensione.

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