Quotidiani locali

Il Castello riapre con l’arte contemporanea

Un progetto per accrescere l’offerta espositiva con le opere di Bertina Lopes e di altri autori. Il modello è il “Pecci” di Prato

PIOMBINO. Arte contemporanea al Castello. In forma permanente. E’ qualcosa di più di un’idea. Tanto che a fine 2017 la giunta ha approvato una delibera che impegna su questo obiettivo gli assessorati alla Cultura, al Turismo e ai Lavori pubblici. Oltre, naturalmente, alla Parchi, ente gestore del bene storico pubblico più sottoutilizzato della città.

Le ceramiche medievali - che da qualche anno danno il nome al museo - resteranno al loro posto.
Il visitatore, però, troverà all’interno dell’edificio anche altro. A partire, se le cose andranno nel verso auspicato dall’amministrazione comunale, la collezione delle opere di Bertina Lopes, artista scomparsa pochi anni fa.
In Comune affermano di essere impegnati da almeno un anno nel cercare strade di rilancio e valorizzazione del Castello, allo scopo di arricchire l’offerta espositiva, culturale e turistica in una direzione - quella dell’arte contemporanea - di cui Piombino è priva «nonostante - commenta l’assessore alla cultura Paola Pellegrini - le potenzialità. Sono molte le realtà dell’arte contemporanea a livello nazionale ed internazionale che richiedono di realizzare mostre, esposizioni e rassegne d’arte».

Attraverso soggetti di origine piombinese attivi negli ambienti culturali nazionali, è stata avanzata la proposta di donare alla città il patrimonio artistico di quella che viene definita una grande pittrice di origine mozambicana-portoghese, vissuta per tanti anni in Italia. Bertina Lopes, appunto. Si tratta di un centinaio di quadri e di una ventina di sculture.

La proposta, unita all’interesse di altri artisti ancora viventi, viene individuata come lo strumento per dare nuova vita alla struttura. Che, per avere un futuro, ha bisogno di dimostrarsi più sostenibile anche dal punto di vista economico. Per questo, accrescerne la capacità di attrazione diventa prioritario. E inserire collezioni rilevanti sul piano artistico, porterebbe - si legge nella delibera - «a costituire il primo nucleo di una attività museale ed espositiva che in Toscana sarebbe seconda solo al Museo Pecci di Prato».

Insomma, il progetto sembra ambizioso. E non si ferma agli interni. L’ampiezza e la bellezza degli spazi all’esterno non hanno bisogno di descrizioni. Il loro utilizzo è di nuovo in agenda con rievocazioni, manifestazioni culturali aperte alla collaborazione delle associazioni. Ma anche ai privati che ne facciano richiesta.

La riorganizzazione e la riqualificazione del Castello prevedono l’affidamento della gestione dell’intera operazione all’assessorato alla Cultura che opererà in stretta collaborazione con gli assessorati al Turismo e ai Lavori pubblici, coordinandosi con la Parchi Val di Cornia. Tutto, sotto la supervisione del sindaco Massimo Giuliani.
In delibera, si stabilisce anche di avviare le attività, impegnandosi nella definizione del bilancio 2018 al reperimento delle risorse necessarie.

Gli assessorati e la Parchi stanno elaborando le linee operative e presto indicheranno i tempi e le modalità di attuazione, che dovrebbe essere completata entro la prossima estate.

Tra gli interventi da eseguire, la sistemazione della Corte pentagonale, dei camminamenti e dei giardini. In cantiere anche il ripristino della Casermetta per usi diversi dall’attuale funzione di magazzino. Funzione che dovrebbe

essere attribuita ai locali del pianterreno del Castello, in vista della migliore sistemazione di aree interne attualmente sacrificate a questo uso. I lavori includono la messa a norma delle spalliere di sicurezza del grande terrazzo panoramico, attualmente inutilizzato. Un gran peccato.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro