Quotidiani locali

Valerio e Marina, uniti nell’amore e dalla... birra

Con il socio Stefano producono 21 etichette e a Rio coltivano il luppolo “indigeno”

PORTOFERRAIO. Esiste una birra tipica dell’Elba. Il merito è di Valerio Tamagni e Marina Zuffi, marito e moglie, riesi, che lavorano assieme al collega e socio Stefano Sternini e altri due dipendenti, a Portoferraio, nella loro fabbrica posta alla fine di via Manganaro.

È la struttura portante di Birra dell’Elba, azienda ormai affermata nel settore che produce oggi 250 mila bottiglie di birra l’anno e oltre alla vendita in ristoranti, alberghi e negozi isolani, le “esporta” soprattutto in Piemonte e Lombardia, ma anche in Sicilia e altre regioni dello Stivale.

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«Per il 2018– ci ha detto Valerio – aumenterà la diffusione nel territorio nazionale fino e oltre il 20% della produzione, mentre l’80% sarà sempre qui nel nostro territorio. Abbiamo crescenti richieste e facciamo 21 tipi di birra, ognuna con le proprie caratteristiche aromatiche». Ma la creatività del giovane non si ferma qui: in terra di Rio, Valerio ha un terreno dove coltiva luppolo elbano, per cui tra non molto gli aromi alle sue birre avranno il sapore del tutto isolano. «Sì – prosegue il giovane Tamagni – sto sperimentando diverse varietà, in particolare quelle americane, che pare stiano ben attecchendo nella nostra coltivazione, per cui abbiamo buone speranze. Attualmente il luppolo di qualità usato è soprattutto made in Usa, oppure australiano o cecoslovacco. Tale pianta è quella che dà l’aroma, il sapore alla birra che però noi arricchiamo anche con altre componenti».

Ma ripercorriamo la storia di come è nata, sull’isola, la prima fabbrica di birra della provincia di Livorno nel 2007. Nessuno fino allora aveva mai avuto l’idea di cimentarsi in tale attività. «Sì – prosegue Tamagni – fin da ragazzo avevo questa passione per la birra; il suo gusto mi ha sempre conquistato e addirittura la producevo in casa mia a Rio Marina. Un prodotto del tutto naturale e dalla gradazione contenuta. Nel 2007 insieme a mia cognata Laura, abbiamo deciso di aprire il Brew Pub nella zona del mercato del paese e quindi iniziai a produrre la birra. In un anno ne feci 4000 litri, circa 2000 bottiglie e il resto alla spina. Capii subito che la cosa piaceva. Alla base del successo c’era il fatto che io ricercavo, e ricerco ancora, la massima qualità dei singoli prodotti che compongono la bevanda, quindi il malto d’orzo o di frumento o di mais e lo stesso luppolo, materie prime eccellenti per garantire il massimo, E oltre i nostri clienti, anche i ristoranti dell’isola volevano il prodotto fatto di tre tipi di birra».

«L’anno dopo – prosegue Valerio – la richiesta era crescente; lasciai il Pub e misi su una fabbrichetta a Rio nell’Elba, nel 2009, vicino alla piazza. Producevamo 2500 litri al mese. Furono continue ricerche, sperimentazioni, corsi di aggiornamento, finché nel 2015 ho deciso di trasferirmi qua a Portoferraio, avendo ancora più bisogno di spazio per i macchinari. Abbiamo otto fermentatori e una capacità produttiva di circa 10000 litri al mese, facciamo 3000 litri in due giorni: nel 2007 lo facevo in un anno» .

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