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Basket, genitori ultrà tirano un bidone in campo contro i ragazzi

I tifosi ospiti hanno offeso i giovani giocatori per tutta la partita. L'arbitro è dovuto uscire scortato dalla porta posteriore

SAN VINCENZO . Non erano sufficienti, evidentemente, le numerose offese indirizzate per tutta la partita non solo all’arbitro – un ragazzo poco più che ventenne –, ma perfino ai ragazzi di 14 e 15 anni di età del San Vincenzo Basket, avversari dei loro figli. No. Non bastava.

Sulla sirena che ha decretato la fine dell’incontro, vinto dai sanvincenzini per 68 a 66, uno dei genitori dei ragazzi di Arcidosso ha sollevato un bidone della spazzatura collocato all’entrata della tribuna e lo ha lanciato con forza in campo, sfiorando i ragazzi del San Vincenzo ancora sul parquet. L’immagine del bidone in campo con tutta la spazzatura sparsa è l’esatta fotografia del tardo pomeriggio di sabato 6 gennaio al palazzetto “Lauro Giovani” di San Vincenzo.

 

Bagarre, sugli spalti, tra gli esagitati adulti ospiti e i composti tifosi di casa – tra cui il sottosegretario Silvia Velo, a vedere giocare il figlio –, che si sono scagliati a redarguire chi aveva compiuto tale gesto e gli altri genitori che avevano offeso arbitro e ragazzi di casa per tutta la gara. Per placare gli animi è stato chiesto l’intervento anche dei carabinieri.

Un incontro con tre espulsi, tutti dell’Arcidosso – allenatore compreso – per offese al direttore di gara. Alla fine, fuori dal palazzetto, i genitori ospiti continuavano a lamentarsi dell’arbitraggio, coi genitori di casa chiusi in un silenzio esterrefatto e in sguardi attoniti. Il verbale dell’arbitro ha decretato una multa (non si sa di quale entità) per l’Arcidosso. Qualcuno ha chiamato il presidente della società sanvincenzina Giovanni Catino, che verso le 20 è arrivato al palazzetto ad assicurarsi che i ragazzi stessero tutti bene, mentre alcuni accompagnavano il povero arbitro all’uscita posteriore della struttura per evitare possibili spiacevoli incontri. Anche il basket giovanile, così come il calcio, ha superato i limiti della tollerabilità. È oltre la vergogna.

Nessun addetto ai lavori si sorprende ormai del fatto che gli arbitri scarseggino e che molti abbiano timore di andare su un parquet col fischietto in bocca. Non conta più l’età: si offende e si promettono botte anche ai ragazzini che arbitrano e a quelli che giocano. Il numero dei genitori che dovrebbero ricevere un Daspo a vita è in continuo aumento. Lo sport, oggi, in un numero di casi sempre maggiore non è più un piacere. Il frustrato di turno è sempre dietro l’angolo: l’allenatore che vuole vincere a tutti i costi la partita tra bimbi di 7 o 8 anni, il babbo o la mamma che bestemmiano e urlano, il dirigente che offende a bordo campo. Alla fine, tutti a fare foto al campo cosparso di immondizia.
 

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