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Nascite in aumento ma sono ancora troppo poche

Nel 2017 sono venuti alla luce 309 bambini mentre l’anno prima furono 282. Il sindaco fa appello alle donne della Val di Cornia perché scelgano Villamarina

PIOMBINO. Si chiama Gabriele ed è il suo l’ultimo fiocco appeso alla nursery di Villamarina nel 2017.
Il bimbo ha visto la luce la notte del 30 dicembre ed è il secondogenito di Francesca Lo Sicco, impiegata, e di Vincenzo Rotella, imprenditore agricolo, dalla cui unione è nata anche la piccola Gloria. Nell’anno nuovo, invece, ancora nessuna cicogna in vista.

Con Gabriele la statistica dello scorso anno raggiunge quota 309. Un numero superiore agli anni precedenti. Nel 2016 il dato si fermò a 282. Significa che 27 donne in più hanno scelto il reparto piombinese. L’elemento è positivo ma non basta a cancellare il rischio chiusura. La soglia dei 500 parti resta distante.

«Ma se il centinaio di cittadine che ogni anno si rivolgono ad altri ospedali scegliessero, invece, Villamarina, l’ostacolo sarebbe più facile da superare. E la deroga ministeriale più facile da ottenere», aveva affermato il sindaco Massimo Giuliani durante la conferenza stampa di fine anno. Dalla sala consiliare aveva lanciato un appello alle donne del comprensorio per chiedere, appunto, di non andare altrove. «La Regione ha appoggiato la nostra richiesta di deroga. Certo è – aveva aggiunto Giuliani – che se i numeri si avvicinassero di più, tutto potrebbe essere meno complicato».

Va ricordato, comunque, che spesso la scelta di rivolgersi altrove è legata al medico da cui si decide di farsi seguire durante la gravidanza. Ed è probabilmente lo stesso meccanismo che porta qua partorienti di altre zone, come Follonica. Elemento confermato dal primario, dottor Ambrogio De Nardo che parla di una certa capacità di attrazione dall’area sud. E sottolinea la positività dell’incremento registrato, in un contesto generalizzato di calo delle nascite e di una crisi economica che qua va giù duro. De Nardo evidenzia anche che non di sole nascite si tratta ma anche di mantenere l’attività legata all’area ginecologica.

Oltre ad un’autorizzazione ministeriale che continua a non esserci, sulla sopravvivenza di ostetricia e ginecologia continua ad aleggiare la possibilità che il reparto piombinese divenga la moneta di scambio per ottenere emodinamica. Il servizio che Piombino si contende con Cecina. Perché due emodinamiche sono ritenute un doppione dai costi improponibili.

Anche di recente la Regione ha espresso la volontà di realizzare un altro laboratorio a sud di Livorno. Piombino sarebbe avvantaggiata per questioni di distanza dall’ospedale del capoluogo. L’ottica della razionalizzazione dei servizi e della unificazione delle due aree Val di Cornia

e Val di Cecina in un’unica Società della salute delle Valli degli Etruschi (si chiama così) potrebbe indurre a concentrare su Cecina ostetricia e ginecologia. È possibile che le elezioni politiche in vista e le amministrative tra poco più di un anno, inducano a non scoprire troppo le carte.

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