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Torna in libreria Aldo Agroppi: "Non so parlare sottovoce"

Pensieri e parole sul mondo del calcio ma non solo

PIOMBINO.È’ uscito "Non so parlare sottovoce" (Cairo editore, pp. 254, euro 16 ) con cui Aldo Agroppi torna in libreria 12 anni dopo "A gamba tesa", firmando un’opera in parte autobiografica e in parte di critica al mondo sportivo ma non solo.

Nel libro infatti non si parla esclusivamente di calcio, perché l’ex calciatore, allenatore e opinionista rivolge sguardo e pensieri anche a quegli aspetti della società che proprio non gli vanno giù, si tratti di politica oppure di fatti di costume.

Scrive bene, Aldo Agroppi, ed è vero che non sa parlare sottovoce. La sua originalità, frutto di un passato duro e della consapevolezza delle fortune che riserva una vita da calciatore, oltre a una vis polemica contro ogni sorta di prepotenza, gli hanno precluso la prosecuzione di una carriera in tv dove si era imposto agli inizi proprio per la sua spontaneità e la sua verve, oltre che per la competenza calcistica.Ma a lui questo non è mai importato. Il suo modo di essere, la naturale incapacità di rinunciare a esprimersi per il rischio di inimicarsi quelli che contano, lo hanno fatto restare personaggio, a 73 anni, a dispetto di quella specie di editto bulgaro che lo fece sparire dalla Rai dopo un’aspra polemica con Marcello Lippi.E sull’allenatore viareggino, come su Sacchi, Capello, Mancini e altri personaggi, l’ex allenatore piombinese non manca di regalare il suo punto di vista, polemico e spesso provocatorio, sostenuto da uno stile tagliente.

In fondo come lui, mai disposto a compromessi, sempre pronto a pagare il prezzo delle sue opinioni, così come a denunciare pubblicamente le proprie fragilità.Nel racconto di Agroppi, legato a vita alla storia del Torino (10 anni con la maglia granata, uno degli uomini

più amati ancora oggi dalla tifoseria, marchiato dal debutto in serie A col Toro nello stesso giorno in cui morì Gigi Meroni) non manca lo spazio per la nostalgia, che fa diventare morbida la sua penna, nel ricordo di leggende del calcio come Lido Vieri, Gaetano Scirea, Ferruccio Valcareggi.

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