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Anziani senza riscaldamento

Non ancora riparato da giovedì un guasto all’impianto della residenza assistita di San Rocco

PIOMBINO. Da giovedì non funziona l’impianto di riscaldamento della residenza sanitaria assistita di San Rocco.

La segnalazione arriva dai familiari di alcuni dei 40 ospiti della struttura di proprietà dell’Asl, gestita dalla Coop Cuore Liburnia. Persone anziane, spesso non autosufficienti, a cui si aggiungono le altre presenze del centro diurno.

Da Livorno l’Asl fa sapere di essere stata allertata del guasto all’impianto venerdì dalla cooperativa stessa. «I nostri tecnici - afferma l’azienda - si sono immediatamente attivati per la risoluzione del problema al quale stanno ancora lavorando. Presumibilmente nella giornata di domani (oggi per chi legge ndr) l’impianto sarà riattivato.

Il problema colpisce soprattutto le camere, ciascuna con due letti. Più o meno una ventina.

«C'è da dire - specifica l’Asl - che è stato immediatamente ripristinato il flusso d'acqua calda ed è stato possibile attivare anche i climatizzatori nelle aree comuni. Contemporaneamente abbiano dotato di stufe elettriche le stanze di degenza e i letti sono stati "rinforzati" con altre coperte».

I familiari, però, hanno più cose di cui lamentarsi. Intanto, del fatto di non essere stati avvertiti di quanto stava e, al momento sta ancora accadendo. Affermano che le stufe sono in numero insufficiente, che sono poco adatte anche per problemi di sicurezza. E che la concentrazione di accensioni fa scattare il limitatore. «Meglio sarebbero stati termosifoni ad olio», spiega Stefano Pandolfo ,amministratore di sostegno della madre, ricoverata dal 2013 nella residenza di San Rocco.

L’uomo ha alle spalle una lunga esperienza di coordinatore infermieristico in un reparto ospedaliero di Cisanello. E sottolinea soprattutto un altro aspetto: «Com’è possibile che da giovedì non si sia ancora rimediato al guasto? Negli ospedali ci sono squadre di pronto intervento con strumenti adeguati. L’Asl - commenta - dovrebbe averne anche per situazioni delicate come questa».

«Parliamo di una struttura - prosegue Pandolfo - che avrebbe bisogno di molti interventi mentre, in realtà, di manutenzioni non se ne fanno. Di problemi ce ne sono spesso, nell’impianto di condizionamento. L’estate scorsa si ruppe in pieno caldo, con temperature elevate. E qualche familiare portò da casa i ventilatori».

Insomma, i guai si presenterebbero ciclicamente in una Rsa che l’Asl tratterebbe al pari di una casa privata. Non con alcune regole che vigono negli ospedali, come l’inizio dell’accensione dei termosifoni, che a San Rocco è posticipato
come per gli appartamenti.

Tra i familiari c’è chi fa notare che, al contrario, la refezione, affidata alla stessa ditta che si occupa della mensa di Villamarina, potrebbe essere più personalizzata. Il nodo centrale, comunque, resta la necessità di interventi strutturali.

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