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Benikene: «Una causa sarà un danno solo per i lavoratori». Ma Nardi conferma: Andiamo avanti

L’Ad di Aferpi ribadisce di avere pronto il piano industriale, ma il ministero ha perso la pazienza

PIOMBINO. Noi abbiamo un piano industriale e solo con questo possono lavorare i 2000 dipendenti di Aferpi: lo ha dichiarato all’Ansa Said Benikene, Ad di Aferpi.

Facendo capire che un eventuale contenzioso legale sarebbe un problema per gli operai stessi. Ma il commissario straordinario Piero Nardi, ieri pomeriggio incontrando i sindacati, ha ribadito che porterà avanti quanto chiesto dal ministro Calenda, aprendo una procedura legale per la risoluzione del contratto.

«Siamo rimasti sorpresi dalla decisione del ministro Calenda – ha dichiarato Benikene – di dare avvio dell'azione legale ai danni di Cevital. Pensiamo che questo tipo di strada avrà solo una vittima, i 2000 dipendenti, appesi per anni alle decisioni della giustizia. Ci auguriamo che non si prosegua sulla strada del contenzioso legale che altrimenti ci vedrà costretti a difenderci, avendo dalla nostra il rispetto di tutti gli adempimenti formali».

E ancora: «Crediamo nel nostro progetto di rilancio delle acciaierie di Piombino e stiamo continuando a lavorare per presentare il nostro piano industriale entro la fine di dicembre, come previsto dall'addendum. E ci crediamo attraverso la riapertura dell'alto forno e la costruzione di una nuova fornace elettrica per tornare a coprire dall'inizio il processo del value chain (in sostanza l’intera filiera di produzione, ndr). Per farlo abbiamo individuato dei partner solidi ed affidabili, Sinosteel e Magnum Steel, e riteniamo che la congiuntura favorevole del mercato dell'acciaio ci permetterebbe la massima valorizzazione delle nostre scelte».

Ma nell’incontro di mercoledì 22, richiesto dalle segreterie di Fim, Fiom e Uilm e dai coordinatori Rsu Aferpi e Piombino Logistics con il commisario Piero Nardi, è stato ribadito che il Governo ha dato mandato all’Amministrazione straordinaria e ai suoi consulenti legali di avviare la procedura di risoluzione del contratto con Cevital-Aferpi, in quanto il ministro ha ritenuto, l’incontro di lunedì scorso con la proprietà, insoddisfacente deludente e senza passi avanti concreti rispetto ai punti previsti dall’addendum.

«Il commissario, a seguito delle domande di Fim, Fiom e Uilm, ha confermato che sarà salvaguardata l’occupazione e il reddito dei lavoratori anche se si dovesse aprire un contenzioso legale, utilizzando gli strumenti in essere e eventualmente trovando la via per possibili ulteriori soluzioni. Nella riunione Nardi ha ribadito che continuerà il percorso già avviato nella dichiarazione di inadempienza dando seguito alla richiesta delle penali, valutandone di ulteriori. Nell’ultima assemblea dei soci la procedura ha evidenziato la possibilità di un’eventuale insolvenza prospettica (con la produzione ferma, ndr)e ha chiesto formalmente al collegio sindacale di pronunciarsi in merito. Fim, Fiom e Uilm attendono di essere convocati urgentemente al ministero dello Sviluppo economico per confrontarsi sul percorso da intraprendere».

Sulla questione è intervenuto anche Enrico Rossi: «Ci eravamo messi a disposizione di Rebrab, perché era stato scelto dal Governo e abbiamo fatto quello che potevamo, perché nel rispetto delle regole potesse adempiere a quello che si era impegnato a fare. Purtroppo, abbiamo visto ci sono delle inadempienze notevoli. Il Governo ha deciso di rompere il contratto. Aspettiamo fiduciosi che nel più breve tempo possibile si riprenda l'attività produttiva e, quindi, i lavoratori possano avere una paga regolare. E vorremmo soprattutto che non si perda di vista l'obiettivo: a Piombino bisogna tornare a produrre acciaio».

A Piombino, ha aggiunto: «Si è cominciato qualche millennio fa a fondere

il ferro. Adesso bisogna tornare a produrre la quantità di acciaio necessaria per far lavorare i laminatoi e altri prodotti. Il messaggio che mando è fare presto anche perché questo è il modo serio per tutelare i posti di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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