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Unicoop i sindacati a Roma: «Lega Coop si faccia carico della crisi»

Unicoop i sindacati a Roma: «Lega Coop si faccia carico della crisi»

Manifestazione davanti alla sede nazionale. Intanto domani il presidente Lami e il dg Canova fanno il punto sull’andamento 2017 

VIGNALE. Dopo lo sciopero di sabato 11, martedì 14 mattina i sindacati del commercio saranno a Roma, davanti alla sede di Lega Coop, per manifestare e chiedere che il sistema cooperativo faccia chiarezza su quanto sta avvenendo in Unicoop e si faccia carico della crisi. Perché la crisi della grande cooperativa di Vignale rischia di far andare in crisi tutto il sistema, oltre a mettere in ginocchio moltissimi lavoratori.

Sabato scorso lo sciopero Unicoop Tirreno ha coinvolto un gran numero di lavoratrici e lavoratori che hanno incrociato le braccia contro le scelte aziendali e per chiedere alla dirigenza della cooperativa di essere rispettati.

I dipendenti dei negozi a marchio Coop hanno scioperato per un’ora ad inizio di ogni turno di lavoro. Difficile avere subito le percentuali di uno sciopero così articolato, si stima che 2 lavoratori su 3 abbiano partecipato e gran parte di loro hanno fatto volantinaggio davanti ai punti vendita, dove hanno incontrato soci e consumatori per informarli della situazione di Unicoop Tirreno ricevendo consenso e solidarietà.

«Lo sciopero ha avuto una partecipazione straordinaria, in alcuni punti vendita l’adesione è stata del 100% – dichiara Alessio Di Labio della Filcams Cgil Nazionale – ora con il consenso dei lavoratori andremo dall’associazione nazionale delle cooperative di consumo a chiedere che venga garantita la salvaguardia occupazionale».

Quindi martedì 14 Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, con delegati e iscritti, andranno fin dalla mattina sotto la sede di Lega Coop a Roma per chiedere che il sistema cooperativo faccia chiarezza su quanto sta avvenendo in Unicoop.

I sindacati denunciano che la cooperativa non sia in grado di garantire l’occupazione. I punti più critici della riorganizzazione sono la sede di Vignale, gli Iper, i piccoli negozi, con urgenze già in corso in Campania e nel sud del Lazio, a queste criticità si aggiunge l’avvio di processi di terziarizzazione, insomma una situazione che non lascia nessun lavoratore tranquillo. L’obiettivo dei sindacati è costringere la cooperativa a tornare indietro su alcune scelte e far rispettare l’accordo sottoscritto il 9 maggio 2017.

«Sono stati dichiarati 160 esuberi nella sede di Vignale – dicono ancora i sindacati – ma la riorganizzazione della sede non è ancora avviata, inoltre la terziarizzazione della logistica e l’internalizzazione di alcuni servizi hanno di fatto aumentato gli esuberi complessivi. L’utilizzo della cassa integrazione è stato parziale, quindi vogliamo chiarezza sulla rotazione della cassa stessa, come deciso il 9 maggio e sulla ristrutturazione della sede».

La cooperativa, fra l’altro, ha avviato l’affidamento a terzi di alcune attività, al posto dei dipendenti Coop, nei reparti pescheria di tre punti vendita, verranno impiegati dipendenti di altre aziende: «La cooperativa dichiara che è solo una sperimentazione, ma anche su questo vogliamo chiarezza. Sarà fatto in altri negozi e in altri reparti? ».

Il sindacato è anche preoccupato per la situazione in Campania, dove ci sono cento dipendenti e per le chiusura di Terracina, avvenuta proprio sabato, con il licenziamento dei dipendenti.

Sulla gestione della crisi, poi, Filcams, Fisascat e Uiltucs sono molti critici.

«Sono stati dichiarati 18 punti vendita a rischio chiusura o cessione e, nell’accordo di maggio, c’era l’impegno a ricollocare i dipendenti. Da lì è iniziata una serie infinita di comunicazioni, confuse e disordinate. Prima si dice di chiudere, poi ci si ripensa, poi le chiusure avvengono in pochi giorni. È una mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori».

Quindi il sindacato, chiede a Unicoop di rispettare il piano industriale che è stato alla base dell’accordo sottoscritto il 9 maggio, nel quale i lavoratori hanno ridotto il proprio salario per salvare la cooperativa e l’occupazione e chiedono, all’intero sistema cooperativo, di farsi carico delle proprie associate in difficoltà: «Le imprese della distribuzione sono coinvolte, di fatto, nel piano di riorganizzazione e non possono fingere di non sapere del caos in Unicoop Tirreno».

Il punto sui conti.

Intanto mercoledì 15, in una conferenza stampa, il presidente Marco Lami e il direttore generale Piero Canova, faranno il punto sull’andamento di Unicoop Tirreno nel 2017.

@guifiorini 

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