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Enrico Rossi: all'Elba anche un secondo dissalatore o una nuova condotta

Il presidente della Regione annuncia gli ulteriori interventi in programma contro la siccità. E su Mola: «Presto la gara per il 1° lotto. Le proteste? Bisogna andare spediti»

PORTOFERRAIO. Un secondo dissalatore. O, forse, una nuova condotta sottomarina per portare all’Elba l’acqua della Val di Cornia. Lo ha annunciato ieri, a Firenze, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, incontrando i giornalisti subito prima della riunione di giunta.

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Ancor prima della costruzione del primo impianto dell’isola, che fra mille proteste verrà realizzato a Mola, il governatore ha quindi annunciato altri interventi per scongiurare l’emergenza idrica ed evitare che, come ogni estate, all’Elba si riproponga il problema siccità. Sul piatto, per l’intera Toscana, c’è un fondo di 200 milioni in 20 anni: per finanziarlo, fra l’altro, non sarebbe previsto nessun rialzo delle tariffe. Rossi, infatti, vorrebbe recuperare quei soldi dai 500 milioni di euro che, ogni anno, vengono pagati dai toscani nelle bollette dell’acqua. A finanziare la nuova opera, di fatto, non sarebbero quindi solo gli elbani, ma tutti i toscani. Con le bollette che pagano già. «È un meccanismo di solidarietà», ha precisato l’assessora regionale all’ambiente, Federica Fratoni.

DISSALATORE O CONDOTTA?
Il grande quesito, ad oggi, è se costruire una nuova condotta verso Piombino o prevedere un secondo dissalatore, oltre a quello di Mola che è già stato finanziato con 12 milioni e mezzo (mentre ne serviranno altri due per raddoppiarne la potenza).

Lavori compiuti in passato alla...
Lavori compiuti in passato alla condotta a Rio Marina

«Stiamo studiando che cosa fare – ammette Alessandro Mazzei, direttore generale dell’Autorità idrica toscana, l’ente per il servizio idrico regionale – e prima di decidere serve un’attenta analisi costi-benefici. Un dissalatore costa meno di una condotta, ma poi occorrono molti più soldi per gestirlo. Dove realizzarlo? Stabilirlo ora è prematuro, com’è presto definire l’eventuale nuovo tracciato della condotta sottomarina. Dobbiamo anche capire, inoltre, se la Val di Cornia d’estate è in grado di fornire l’acqua pure all’Elba». Chissà se il nuovo dissalatore potrà essere realizzato a Marciana Marina, un’ipotesi che circolava ben prima del progetto di Mola, i cui lavori potrebbero partire nel 2019 per l’entrata in funzione fra il 2021 e il 2022, almeno è questo l’auspicio dell’Autorità idrica toscana.

ROSSI: «SERVE FERMEZZA»
Rossi è anche tornato sulle polemiche che da mesi agitano l’Elba per la costruzione di quello che dovrebbero essere il primo (se non l’unico) dissalatore dell’isola: Mola. «Il primo lotto sta andando a gara – precisa il presidente – e i lavori partiranno fra il 2018 e il 2019. Bisogna andare spediti, nonostante ogni volta a livello locale si aprano discussioni su discussioni. In Toscana, com’è noto, ci sono opposizioni su tutto».

DUECENTO MILIONI DI EURO

Nei 200 milioni ci sono diversi progetti, che riguardano gran parte della regione toscana: la cosiddetta “autostrada dell’acqua apuo-versiliese”, con la realizzazione di un’infrastruttura per collegare le Apuane e Viareggio, e poi a Livorno; l’invaso di Pian di Goro per l’Alta e la Bassa Val di Cecina, il completamento dei collegamenti di un altro invaso, quello di Montedoglio alla Val di Chiana senese ed aretina e un intervento in Maremma (da individuare in maniera più dettagliata) per incrementare la dotazione idrica nella zona di Follonica.

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