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La piana di Mola riaccende la rivalità Papi - Barbetti

I sindaci sono stati “vicini di casa” per anni, ma non è mai scattata la scintilla. Il loro braccio di ferro sotterraneo pesa sul futuro del dissalatore e della cava Eurit

CAPOLIVERI. La terra di mezzo di Mola tra le “signorie” di Capoliveri e Porto Azzurro è il campo di battaglia, il dissalatore e l’ampliamento della cava Eurit sono gli oggetti del contendere. O, basta chiedere a chi conosce bene i sindaci Maurizio Papi e Ruggero Barbetti, nuove scintille per riaccendere a suon di veti, osservazioni e comitati una rivalità mai realmente sopita.

C’è una lotta più o meno sotterranea che, in questi mesi, si sta disputando in quei pochi chilometri che separano Porto Azzurro da Capoliveri. E i protagonisti sono i due sindaci più longevi (dal punto di vista amministrativo) dell’isola d’Elba. Due galli nello stesso pollaio o, per essere precisi, due galli in due pollai che si intrecciano proprio nell’area di Mola. Papi, eletto quest’anno per il suo quinto mandato alla guida del paese) e Barbetti (anche lui alle prese con il quinto mandato da sindaco) provengono dal medesimo contesto politico (Forza Italia), ma non si sono mai amati più di tanto. E, spesso, la collaborazione tra buoni vicini ha lasciato campo ai dispetti e ai contrasti.

Maurizio Papi
Maurizio Papi

Un esempio? Papi non esitò a collaborare con Legambiente quando si trattò di ostacolare il progetto per l’allungamento di circa 200 metri della diga foranea nel cantiere di Mola. Sì, avete capito bene, la stessa Legambiente che ha dato addosso proprio a Papi (e al predecessore Simoni) per il via libera all’ampliamento della cava di caolino Eurit, travolta in queste ora dalla proteste.

Non che con altri protagonisti i rapporti tra Capoliveri e Porto Azzurro siano stati più distesi. Nel 2005 l’ex sindaco di Capoliveri Paolo Ballerini arrivò persino a denunciare Papi che, guarda caso sempre sulla provinciale in località Mola, installò dei nuovi lampioni non solo sul territorio di Porto Azzurro, ma anche su quello del comune confinante.

Ruggero Barbetti
Ruggero Barbetti

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La scintilla dell’osservazione.
Per comprendere come temi apparentemente diversi (la cava Eurit e il dissalatore) finiscano sullo stesso tavolo bisogna andare indietro di qualche mese e puntare gli occhi sull’area di Mola. A giugno sono scaduti i termini per le osservazioni relative all’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale per l’ampliamento della cava di caolino in località Crocetta, nel territorio di Porto Azzurro e sopra la piana di Mola. Un progetto autorizzato dal consiglio comunale di Porto Azzurro quando ancora il sindaco era Luca Simoni. Ebbene, tra gli enti e le associazioni che hanno presentato le osservazioni, c’è anche il Comune di Capoliveri, che espone diversi dubbi sull’intervento. Da Porto Azzurro non giungono prese di posizione ufficiali, ma le indiscrezioni filtrano, così come emerge l’irritazione per quella che viene vissuta come un’invasione di campo da parte dei vicini. Ci risiamo.

Il dissalatore di Mola.
Passano pochi mesi e il cammino dei due Comuni si intreccia, di nuovo. Questa volta l’oggetto del contendere è il dissalatore di Mola, progettato da Asa e considerato dall’Autorità idrica della Toscana come un intervento fondamentale per alleviare la sete cronica dell’isola d’Elba. Il progetto definitivo, in verità, è già stato approvato a giugno dall’Ait.

Il rendering del dissalatore di Mola
Il rendering del dissalatore di Mola

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Ma in estate si tiene la conferenza dei servizi, con il Comune di Porto Azzurro che viene convocato per una questione prettamente tecnica, relativa al passaggio dei tubi dell’impianto. In quell’occasione l’amministrazione longonese dà parere positivo, ma esprime dubbi circa l’intervento progettato. In qualità di consulente del Comune viene mandato alla conferenza dei servizi l’imprenditore agricolo Italo Sapere, tra l’altro cugino del sindaco di Capoliveri Barbetti, che dà lì a pochi giorni si farà promotore del comitato anti dissalatore di Mola e avvierà la battaglia per fermare l’intervento. Papi, nel frattempo, esprime sul Tirreno le perplessità sul progetto targato Asa. Una vendetta? Non ci sono prove certe, ma a Capoliveri si pensa più o meno questo.

I colpi di Facebook e la cava.
Il collegamento tra dissalatore e cava Eurit ormai è esplicito. E la reazione del sindaco di Capoliveri è immediata. Arriva su Facebook. Barbetti è il primo, anticipando Legambiente e la stampa locale di qualche giorno, a puntare il dito contro l’ampliamento della cava di caolino in località Crocetta. Lo fa proprio quando impazza la polemica con il comitato anti dissalatore: «Ecco il vero mostro di Mola. Ma tutti zitti», dice. È un boccone avvelenato. E quando Legambiente interviene pubblicamente e chiede alla Regione di fermare l’ampliamento dell’area di cava, Barbetti condivide i post su Facebook dimenticando subito i dissapori emersi solo pochi giorni fa con l’associazione ambientalista, dopo la sentenza di assoluzione sul caso delle villette di Lacona.

Stavolta è Maurizio Papi a doversi difendere dai cittadini arrabbiati e preoccupati per l’impatto dell’intervento in località Crocetta. «Non ci dobbiamo dimenticare che nella miniera lavorano 20 persone, quindi 20 famiglie, senza considerare l’indotto, gli autisti e i soldi per il trasporto marittimo, che ammontano ad un milione di euro l’anno. Il lavoro è sacrosanto e quindi viene prima di tutto», dice il sindaco di Porto Azzurro. Ma il vicino di casa, da Capoliveri, non è d’accordo: «Maurizio Papi – attacca Barbetti – è favorevole all'ampliamento dell’Eurit perché dà lavoro a 20 famiglie ma è contrario al dissalatore che con la produzione di acqua darebbe lavoro direttamente e indirettamente a più o meno 10.000 famiglie pari a 30.000 abitanti dell'Elba. Misteri della politica».
 

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