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PIOMBINO

Gioielli e gioia per una città che merita di più

Lettere poi cinema, tv e new media alla Iulm Martina Cecchini: «Tante spese, ma ci credo»

PIOMBINO. Qui per contribuire a diffondere bellezza e gioia formato gioiello.
Dopo aver studiato lettere a Siena, cinema e new media a Milano Martina Cecchini - 31 anni a dicembre - è tornata a casa ed ha aperto un negozio tutto suo, “Oromakia” in corso Italia 46; terza generazione per i gioiellieri Cecchini.

Piombino - nel campo - ne ha di famiglie storiche, sempre in corso Italia, lato piazza Verdi, una di fonte all’altra le gioiellerie Rosignoli e Scognamiglio. Tratto da piazza Gramsci, oltre a Rosi dal 16 aprile 2016 c’è anche Martina che spesso s’incontra accompagnata da Makia, «lupo cecoslovacco – racconta sorridendo – la mia canina che la mattina sta con me ed è diventata un po’ la mascotte per i clienti».

Secondo negozio Cecchini in essere, in realtà, visto che il babbo Massimo ha dato il cambio a nonno Luciano, a ridosso di uno degli angoli di via Petrarca che dimostrano ancora vitalità (dal Caffé Bernardini).

Uno scorcio del Portici dal Caffé...
Uno scorcio del Portici dal Caffé Bernardini (foto Paolo Barlettani)


«Ho studiato lettere moderne a Siena – ricorda Martina – perché ho sempre pensato che quella sarebbe stata la mia strada. L’unica cosa che mi sentivo davvero dentro era la voglia di scrivere e raccontare e l’italiano è sempre stata la mia materia preferita dalle elementari.  Mi chiedevi di scrivere un tema ed io ero la bambina più felice del mondo. E allora che altro se non lettere per circondarmi di quegli scrittori che hanno fatto la nostra cultura e provare o almeno sognare di poter diventare uno di loro. Sapevo che non sarebbe stato facile, ma che importa! Le cose più belle non sono mai le più semplici... Portando avanti gli studi ho sempre lavorato come cameriera durante le stagioni estive, o dietro ad un banco di un bar a Piombino ma anche a Siena; è così che ho scoperto la mia predilezione a stare a contatto con le persone. Adoro parlare, sentire cosa hanno da raccontarmi o semplicemente offrire un sorriso, tanto per rendere migliore la loro giornata. Perché le persone hanno bisogno di parlare...».

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Finita l’università, l’incubo di ogni laureando, e adesso? «Sono andata Milano, per un anno, a studiare cinema, tv e new media alla Iulm e lì si è aperto un altro mondo – prosegue Martina – . Ho imparato tantissimo, la città era stupenda. Ma mi sentivo lontana da casa... non sono mai riuscita a cancellarlo. Credo che alcuni siano fatti per andare, io ho scoperto di essere fatta per restare. Sono tornata perché non credo che questa città debba essere abbandonata a se stessa, a me piace Piombino, penso sia una piccola oasi felice, abbiamo una piazza stupenda, un mare splendido e un centro storico che potrebbe essere davvero nostro punto di forza».

Massimo Cecchini proprietario della...
Massimo Cecchini proprietario della storica gioielleria in via Petrarca (foto Paolo Barlettani)


«Molte volte, studiando fuori – sottolinea – , mi sono ritrovata a parlare di Piombino e tanti la conoscevano solo per le acciaierie o i traghetti. Ma non merita di essere conosciuta soltanto a metà. Volevo portare qualcosa di mio alla mia città e si è presentata un’opportunità: il fondo di Lucarelli si stava liberando. Sono cresciuta nella gioielleria dei miei genitori – spiega – , da piccola mi divertivo a provarmi gli anelli che mio padre rimetteva in cassaforte a fine giornata o a circondarmi di collanine e braccialetti. Mio nonno ha costruito quel negozio dal niente. Ha iniziato come orologiaio nella Gioielleria Salvini in corso Italia – conferma – , e nel 1957 ha aperto la sua in via Petrarca 57. Ed oggi è ancora lì, con mio padre. Questo mi rende molto orgogliosa dei miei e della mia scelta».

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Quando si è liberato il fondo di Lucarelli... «Sì ho deciso di provarci – dice ancora Martina – . Non volevo aprire la stessa gioielleria, ma cercare di dare alla mia città qualcosa di diverso: credo che Piombino abbia bisogno di ritrovare un po’ di vivacità anche se so che il gioiello è la prima cosa di cui si può fare a meno. Ma non mi piace la tipica frase “qui questo tipo di negozio non potrebbe mai funzionare! “. Alla fine quello che cerco di proporre non è solo la preziosità del prodotto quanto l’unicità, il significato. Qualcosa di fresco, colorato, alcuni orecchini sono interamente fatti a mano con stoffa e cristalli, provengono da altri paesi e altre culture, ci sono oggetti israeliani, turchi, danesi. Senza dimenticare – sottolinea – l’artigianato italiano, ad esempio di un ragazzo giovane di Arezzo che, proprio come me, ha deciso di mettersi in proprio creando una sua linea di gioielli da uomo in argento, Giacomo Burroni. Insomma ho cercato un compromesso tra una vera e propria gioielleria e una bigiotteria più economica. Ho aperto il 16 aprile 2016, tra poco saranno due anni, due anni di sacrifici, non lo nascondo. Non è facile restare aperta e sempre ben rifornita perché ci sono una sacco di spese con cui fare i conti, le tasse e un affitto davvero molto alto. Ma io ci voglio credere fino in fondo che le cose possano andare bene, perché se ognuno di noi abbandona l’idea di provare a rinnovare questa città, Piombino andrà piano piano a spegnersi e sarebbe una sconfitta per tutti».

Martina Cecchini insieme a Makia nel...
Martina Cecchini insieme a Makia nel negozio in corso Italia (foto Paolo Barlettani)


Perché Oromakia? «Per ricordare i miei studi – risponde – In un greco un po’ modernizzato la parola richiama il significato di “battaglia all’oro”, non avendo scelto appunto tale metallo tra i miei prodotti. Ma il vero motivo per cui ho scelto questo nome è per la mia canina Makia. Avere un cane era il mio sogno, lo è sempre stato fin da quando ero piccola, ed ho voluto trasportare un po’ di quel sogno pure in questo progetto. Spero che ,come sono riuscita ad avverare il sogno di quando ero piccola, con Makia riesca a portare avanti anche questo piccolo sogno da grande». Da augurarlo, di cuore.

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